La Notte della Valpurga, fra il 30 aprile e il primo maggio in Germania (Foto: Harzer Tourismusverband)

I tedeschi sono spesso dipinti come un popolo marziale, guerriero, ordinato e disciplinato. Ma in realtà moltissime delle fiabe europee, dei racconti di fantasmi, esseri invisibili e magici arrivano dalla cultura germanica, che permea l’Europa con la sua storia millenaria. Anzi, si può dire che ancora oggi viviamo all’interno dell’egemonia della cultura di derivazione germanica, che ha preso il posto di quella classica greco-romana (decisiva per la fondazione e il consolidamento del pensiero occidentale).

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self coaching

Il self coaching è un approccio che mette insieme strategie, strumenti, percorsi per migliorare le performance dei manager e dell’azienda di cui fanno parte. Un approccio molto diffuso ed apprezzato nel mondo del business, poiché permette ai leader di focalizzare gli obiettivi e conseguirli, sfruttando al meglio le proprie potenzialità. Una strategia di formazione manageriale, che propone un cambiamento radicale con il solo scopo di migliorare le capacità de leader e focalizzare con efficacia i propri obiettivi, migliorando le prestazioni sia lavorative che personali. Questo è possibile solo cambiando il punto di vista con cui si valutano le situazioni di tutti i giorni soprattutto, ovviamente, nel campo aziendale. Il self coaching è un metodo per chi vuole vivere al massimo la propria professione e per chi vuole ottenere il meglio dalle proprie risorse. Per chi non vuole rinunciare

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neorealismo

Nell’Italia uscita dalla guerra il ricorso al neorealismo è reso quasi obbligatorio dalla situazione sociale e dalla povertà di mezzi con i quali si opera. Questa stagione cinematografica oggi è celebrata a dovere: molti dei capolavori del cinema italiano provengono dalla produzione immediatamente successiva al dopoguerra. Se si guarda il cinema fascista e il cinema neorealista, si capisce lo scarto culturale e ideologico: si passa da un cinema di celebrazione a un cinema di analisi, che si rinnova all’interno di un discorso poetico differente in esso, ma molto coerente, tanto nei lavori di Rossellini, quanto in quelli di De Sica o di Castellani. Forse il primo film che esplora queste possibilità espressive è Ossessione di Visconti, del 1942, che anticipa i grandi temi di Rossellini. La poetica neorealista ha ovviamente delle pecche: c’è una produzione che non riesce a stare al livello della più elevata, perché sfrutta troppo le situazioni sociali e umane dell’immediato dopoguerra, spesso cariche di proteste demagogiche. Ma è ovvio che con i maestri si è raggiunto un risultato artistico di spessore assoluto. La poetica del neorealismo, la sua rappresentazione della realtà si nutre dello spaccato della vita quotidiana, con attori – personaggi presi dalla strada, nell’illusione peraltro raggiunta di poter rompere la quinta, l’intermediazione dello schermo, riuscendo a trasferire il reale direttamente negli occhi dello spettatore. Per questo motivo il neorealismo fu salutato in maniera entusiastica in tutto il mondo, imitato, e celebrato come un momento decisivo per il cinema mondiale.

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Scivoli gonfiabili intex

Riflettiamo un attimo sul perché il gioco è considerato così importante da psicologi e studiosi. Il momento ludico, oltre a costituire una tappa fondamentale nella vita di un bambino poiché contribuisce al benessere cognitivo, emotivo, fisico e sociale, è essenziale per il suo sviluppo neurologico. Giocare aiuta a socializzare con gli altri bimbi e quindi a relazionarsi anche con i propri stati d’animo, permettendogli di esprimersi in completa serenità. Giocando il cervello cresce e si sviluppa in maniera sana, rafforzando le connessioni neuronali che altrimenti sarebbero destinati a scomparire. Per aiutare il vostro bambino, già da piccolissimo, è importante che sia stimolato a giocare liberamente. Giocare è anche un diritto riconosciuto dall’ONU.

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Recentemente rientrato da Napoli, il presidente del consiglio Renzi ha dichiarato di aver stanziato un miliardo da destinare a opere culturali. L’antico adagio che dalla cultura non si mangia dovrebbe essere sempre messo in discussione, secondo noi. L’Italia vanta un patrimonio culturale così esteso, che la cura e il suo sfruttamento dovrebbero assicurare tanto lavoro ai giovani. Piuttosto però ciò che manca, e qui forse ha ragione Renzi, è il racconto che si fa della cultura, cioè il fatto che essa possa diventare remunerativa, contribuendo a spingere molti giovani a studiare materie che la riguardino, a fare qualcosa di più delle semplici attività culturali.

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Con la body art si definisce l’arte del corpo che è iniziata a circolare negli Stati Uniti verso la fine degli anni ’60, che poi è stato assunto anche per designare fenomeni convergenti abbondantemente rintracciabili anche in Europa. Esso accomuna quegli artisti che privilegiano l’uso del corpo come mezzo e linguaggio espressivo. Per capire come mai si sia giunti a questo esito, che implica una svolta realistica, bisogna risalire alle correnti artistiche degli anni ’60 che consistevano nel rifiuto dei mezzi illusori e rappresentativi della pittura. Oltre che rivolgersi al materiale plastico e ai concetti, un tale interesse reale non poteva ignorare il nostro corpo, perché esso era quanto di più reale ci fosse nel mondo.

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Spesso sentiamo in TV, leggiamo su internet o sui giornali il termine Arabi, indistintamente, per molte popolazioni del Medio Oriente e dell’Africa settentrionale. In realtà in termini propri – originariamente – gli Arabi sono coloro che abitano l’Arabia, ma la loro espansione fuori dalla penisola arabica e la diffusione della loro religione, l’islamismo, arabizzò diverse regioni, disseminando tra i loro confini elementi di cultura araba, come la lingua e la religione. Elementi di assimilazione di questo tipo non erano nuovi nella storia e questo processo andò avanti per tanto tempo, con forme diverse, spesso arricchendosi di contesti culturali locali. Tanto che la civiltà araba diventa complementare al mondo islamico, ma non lo definisce tutto. In sostanza oggi il “Mondo Arabo” non va confuso con l’Islam in generale, perché quest’ultimo è un grandioso fenomeno religioso, che si è espanso ben al di là dei suddetti confini geografici.

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atlas

Atlas è un marchio privato con sede in Belgio ed è uno dei più grossi commerciali europei, attivo in 46 nazioni diverse. Si configura con un marchio ecologico ed economico ed offre un’ampia gamma di gomme sia invernali che estive. L’Atlas Sport Green si è classificato al settimo posto nei test eseguiti dalla rivista specializzata Auto Bild, superando marchi molto importanti come Bridgestone, Dunlop, Hankook, Nexen ed altri ancora. I testi si articolavano su dieci diversi parametri e lo pneumatico in questione si è distinto in maniera particolare per il suo comportamento eccellente sul bagnato, la sua rapidità di frenata e la bassa rumorosità. È uno pneumatico molto versatile e ciò è confermato dalle sue caratteristiche, 195/55 r16.

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elfico

Il tentativo di unificare la lingua del mondo ha conosciuto varie fortune. Per secoli il pianeta ha conosciuto delle lingue internazionali, parlate da più popoli come codice unificante. Ad esempio, in molti non sanno che il greco, all’epoca dei Romani, era la lingua comune esattamente come oggi è l’inglese e come ieri era il francese (da sempre la lingua della diplomazia). Tanto è vero che la parte orientale dell’impero veniva chiamata “parte greca” in contrapposizione alla “parte latina”. I dignitari dei regni amici e alleati o nemici comunicavano con i politici romani in greco. Cesare, Augusto, Antonio, Traiano nonostante la diversa estrazione sociale e familiare (Traiano era spagnolo e di lingua latina) comunicavano con gli stranieri in greco, in modo fluente.

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wedding movie

Il concetto di video matrimoniali è cambiato molto negli ultimi decenni. È cambiato in meglio grazie alla creazione di dispositivi come videocamere e macchine fotografiche con funzionalità avanzate. I vecchi video matrimoniali sono diventati wedding movies (per farsi un’idea si veda http://www.giovannilattanzi.it/wedding-movie/): un reportage del giorni più bello, ma con una qualità HD e blu-ray e con riprese cinematografiche da vero e proprio film da oscar. Vengono oggi realizzati ad alta definizione e con delle particolari tecniche di ripresa che sembrano proprio quelle di un film. Ma non solo riprese, rese cromatiche, angolazioni, qualità: tutto fa pensare ad un film da red carpet.

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