Appello

APPELLO per le

Giornate nazionali di

“Occupazione Culturale”

la Cultura e la Conoscenza sono il futuro del nostro Paese

17 – 18 dicembre 2011

“Occupazione Culturale” è per noi la presenza e la partecipazione dei cittadini nei luoghi della cultura: monumenti storici, beni archeologici, beni paesaggistici, teatri, cinema, musei, biblioteche, auditorium…

“Occupazione Culturale” è per noi il lavoro di tutti e tutte coloro che operano nei diversi ambiti della cultura, che vogliono essere di più, più riconosciuti, più tutelati.

La cultura in Italia è sotto scacco. I settori dei beni e della produzione culturale soffrono di una storica inadeguatezza degli investimenti pubblici, rispetto agli altri Paesi europei. I drastici tagli al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, a quello dell’Istruzione,Università e Ricerca, ai trasferimenti agli Enti Locali, compromettono sempre più la tutela e la corretta valorizzazione del patrimonio artistico e paesaggistico del nostro Paese, il sostegno alla promozione e alla fruizione dell’arte e alle produzioni culturali.

Già vediamo gli effetti di queste politiche sciagurate. Contrazione degli investimenti per la cultura nei territori, destinata alle comunità. Diminuzione anche dei pochi investimenti privati, visto il progressivo disimpegno pubblico. Difficoltà di fruizione dei beni culturali, con penalizzazione dell’offerta turistica di qualità.

Rischiano di chiudere i tanti presidi culturali che sono una grande ricchezza di questo Paese e sostengono la coesione sociale e il dialogo tra culture.

Da anni sono penalizzate l’occupazione, le condizioni di lavoro e di tutela, le professionalità di tutti i settori della cultura.

Cultura e conoscenza sono necessarie per il benessere delle persone, per lo sviluppo di un’autonoma capacità di analisi e di critica, senza le quali non può esserci né libertà, né democrazia.

Così il Paese arretra, così si compromette il futuro delle nuove generazioni.

E’ urgente invertire la tendenza. L’accesso alla cultura e la promozione dei “diritti culturali” delle persone, tutelati dalla nostra Costituzione e dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, possono diventare davvero un programma concreto di sviluppo.

Oggi le modalità con cui viene affrontata la crisi economica e finanziaria stanno generando una pesantissima crisi sociale. Bisogna imboccare un’altra strada. Noi proponiamo di rispondere alla crisi anche investendo nella cultura e nella conoscenza, nella creatività e nella ricerca. Tutelare il patrimonio culturale e il paesaggio. Promuovere e proteggere il lavoro di qualità, senza il quale non c’è futuro per il nostro Paese. Ridare senso al ruolo del soggetto pubblico, con una politica di coordinamento nazionale, sostenendo gli spazi per la cultura, l’associazionismo di promozione culturale ed ambientale, le produzioni indipendenti.

Le risorse si possono trovare. E’ una questione di scelte. Meno opere dannose o inutili, riduzione delle spese militari, equità fiscale e lotta all’evasione, defiscalizzazioni a sostegno della cultura, lotta a sprechi, inefficienze e clientelismi, impegno e determinazione nella lotta all’illegalità economica e alle mafie, si possono tradurre in più cultura diffusa per il rilancio dei territori, in progetti culturali di lungo periodo, in un lavoro non precario e non sfruttato, nella crescita della cultura e della conoscenza.

Riprendiamoci gli spazi per la Cultura, tuteliamo i nostri territori e il nostro patrimonio artistico , sosteniamo il lavoro.

Per questo nelle giornate del 17 e del 18 dicembre 2011, organizziamo nel territorio con le Associazioni, le Organizzazioni, i lavoratori, le istituzioni culturali, con le donne e gli uomini di cultura e con i cittadini iniziative di “Occupazione Culturale” creando e scambiando beni e pratiche che saranno il nostro KIT di SOPRAVVIVENZA CULTURALE.

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