Atene: la culla della civiltà e lo sviluppo dell’agorà

Dedichiamo ora una serie di articoli dedicati ad Atene e alla sua civiltà, alla Grecia in quanto luogo di classicità e di cultura. Passeremo dall’Acropoli per scoprire il valore e il ruolo di Atene come centro polarizzatore della vita culturale greca, fino ad analizzare l’architettura, l’urbanistica, la lirica, il teatro e l’arte. Abbracciando con una serie di preziosi interventi la cultura di un popolo che tanta influenza ha avuto nello sviluppo del pensiero occidentale, contraddistinto dallo sviluppo della democrazia, dei diritti civili, dell’uguaglianza, della proprietà privata, della libertà di culto e della tolleranza.

L’acropoli e l’agorà di Atene

Nelle città greche i centri della vita politica, religiosa, commerciale e culturale sono generalmente divisi in due zone, l’Acropoli detta anche città alta, dove sorgono di solito gli edifici religiosi principali, e l’agorà, una vasta piazza nella parte bassa della città, luogo di mercato, di incontro e di svariate attività politiche. La storia dell’agorà di Atene riflette nei secoli la storia dell’intera città. L’area prescelta come sede dell’agorà sorgeva ai piedi della rocca dell’acropoli, alle pendici delle colline dell’Aeropago e di Kolonòs Agoraios. All’inizio del VI secolo a. C. Solone decise di trasformare quella valle nel centro amministrativo della città; pertanto le poche case che vi sorgevano furono demolite per lasciare spazio ai nuovi edifici. Più tardi, comunque, durante la fase tirannica di Pisistrato, l’agorà fu quasi lasciata in disparte, poiché il reggente preferiva concentrarsi nella costruzione di grandi edifici pubblici nel centro della città, soprattutto ai santuari cittadini nell’acropoli. In quello stesso periodo si svolsero le prime grandi feste religiose in onore della dea protettrice Atena, le panatenaiche, caratterizzate da una grande processione che procedeva da Nord verso Sud, in direzione dell’acropoli, passando per l’agorà, dove uno spiazzo aperto veniva lasciato alle rappresentazioni sceniche, chiamato orchestra. Non è un caso che qui vennero innalzate le prime statue votive, per ringraziare i tirannicidi Armodio e Aristogitone, salutati come liberatori.

Alla fine del VI secolo e all’inizio di quello successivo si assiste a una ripresa di tutta l’attività edilizia: viene costruito il primo edificio destinato a ricevere la Boulè, il consiglio cittadino creato attraverso le riforme politiche volute da Clistene. L’agorà diventa quindi, assieme alla rocca soprastante, il cuore civile della città e della sua democrazia. Per questo motivo i Persiani, durante le guerre epocali che portarono nell’Attica, non esitarono a distruggerla durante l’occupazione del 480-479. Quando tornarono in città, dopo la vittoria di Salamina, gli ateniesi trovarono tutti i santuari praticamente distrutti. Nel periodo che intercorre tra le guerre persiane e l’età di Pericle pertanto furono avviati degli importanti lavori di restauro, soprattutto sotto la guida di Cimone, che fece costruire la Tholos, un edificio circolare destinato ai presidenti della Boulè. Un primo esempio di edifici governativi, che saranno poi mutuati da Roma e diffusi fino a noi.

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