Atene, la decadenza del centro

Per un rinnovamento complessivo di Atene, come abbiamo scritto nel post precedente, bisogna aspettare l’età di Pericle. Tuttavia furono notevoli i cambiamenti intercorsi nell’epoca ellenistica e romana della città, di cui si parla davvero poco nei libri di storia e di storia dell’arte. Una serie di grandi e nuovi edifici dà al centro della capitale greca una forma più completa, che sopravvive nei secoli. Lungo il lato meridionale vengono eretti nuovi portici destinati ai tribunali e alle corti. Un nuovo santuario viene costruito lungo il percorso occidentale, sul luogo dell’antico Bouleuterion. Il lato orientale invece viene occupato da un imponente edificio a due piani, donato dalla città dal famoso re di Pergamo Attalo II, ricordato per il fatto di aver donato il suo regno in eredità ai romani. Il centro dell’Attica aveva perso importanza politica in questo periodo, ma conservava intatto il prestigio delle sue scuole e delle sue accademie.

Dal tempo dell’invasione persiana di Serse il centro non aveva subito queste modificazioni, se si eccettua la parte dell’Acropoli, rifatta da Pericle. L’età persiana si era distinta per le deprecabili devastazioni, che si ripresentarono con Silla nell’88 a.C. durante la campagna bellica contro Mitridate re del Ponto, che mirava a sollevare l’intera Grecia contro i romani. Silla cinse d’assedio la città fino a entrarvi per saccheggiarla. Il lato meridionale dell’agorà venne pesantemente danneggiato e rimase in stato di abbandono per tanto tempo, a causa della mancanza di fondi della municipalità. Tuttavia i governanti romani non l’abbandonarono, facendo costruire nuovi edifici nell’agora, che sotto la dominazione romana aveva perso il ruolo di centro propulsore politico e finanziario di tutta l’area. Sotto Augusto un grande edifici per concerti sorge nel centro della piazza, costruito da Agrippa e chiamato Odeion. Un grande tempio dedicato al dio Ares, viene eretto poco più a nord. Nuovo impulso alle attività edilizie si avrà all’inizio del secondo secolo d.C., sotto il principato di Traiano e di Adriano, quest’ultimo particolarmente amante della Grecia. Vengono erette prima una biblioteca, lungo la via che conduce all’acropoli, e quindi un ninfeo, di fronte ad essa, ed una fontana circolare monumentale proprio di fronte al grande portico di Attalo II. La situazione militare e politica dell’impero divenne caotica nel III secolo, con la Grande Crisi che sconvolge le istituzioni, incapaci di tenere unito il quadro politico. Ne approfittano le popolazioni del nord Europa, che calano fin nel cuore della Grecia. Atene viene devastata nel 267 a. C., saccheggiata e data alla fiamme. Atene abbandona la cerchia delle sue antiche mura e si restringe sempre più dentro il perimetro di una nuova fortificazione assai ristretta, costruita in tutta fretta con i materiali sottratti ai vecchi edifici cadenti dell’agorà, spogliati e distrutti. Finisce così l’epoca classica di un centro cittadino che per secoli aveva rappresentato un punto di riferimento economico e culturale per tutto il mondo antico.

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