Attualità del pensiero scientifico

I problemi della scienza sono molti ed è difficile abbracciarli tutti assieme; si che ormai essa concerne campi diversi, dalla biologia alla filosofia, dall’astronomia alla psicologia, dalla matematica all’economia. Si pensi che il concetto stesso di “scienza” adoperato da un filosofo è discordante dal concetto che sottintende un astronomo o un fisico, e che il concetto adoperato da un matematico è discordante da quello adoperato da un altro matematico e che esso ha larghezza e varietà di applicazioni presso uno stesso autore. Il problema fondamentale della definizione del concetto di scienza è complesso ed è di natura linguistica e filosofica: gli altri problemi (scienza o scienze, scienza e tecnica, scienza e umanesimo, umanesimo scientifico, interrelazione tra le discipline scientifiche, ecc.) non sono molto più semplici da affrontare.

Ora, una prima idea da chiarire è la seguente: rispetto al passato, nel mondo moderno, sono cadute molte certezze; la scienza non aspira più ad esprimere un sapere divino, cioè a stabilire leggi universalmente e valide, necessarie e necessitanti; si raccontante di uniformità tendenziali e di previsioni fondate sul calcolo della probabilità. al concetto di causa viene sostituendosi quello, assai più sfumato, di correlazione; ad una impostazione monocausalistica della ricerca si tendono a sostituire schemi esplicativi condizionali. Al fondamento di questa disposizione laica verso il sapere scientifico, ispirata dalla coscienza dei limiti storici dell’individuo e dell’umanità, sta un complesso travaglio, che per primo intravide con tutta chiarezza ed espresse in termini di apologo il grande scienziato Galileo Galilei. Egli, appunto, per significare la cautela e l’umiltà con cui deve procedere lo scienziato nel pervenire alle conclusioni finali, ci racconta la sua vicenda di uomo dedito alle scienze, desideroso di imparare e mai fidarsi, ponendo al centro della propria riflessione filosofica la fragile umanità del dubbio. Se dunque questo meraviglioso cammino verso l’ignoto richiede una tale dedizione e nel ricercatore e nel pubblico, che deve collaborare con lo scienziato in questa infinita sperimentazione delle cos,e ci dobbiamo anche chiedere quale sia il senso in concreto del lavoro scientifica. Come disse Max Planck, il padre della fondamentale fisica quantistica, il ragionamento scientifico differisce dal quotidiano non nella sostanza, ma solamente nel grado di precisione e di sottigliezza, più o meno come le prestazioni di un microscopio differiscono dall’occhio nudo. Con la chiarezza che contraddistingue le grandi menti, Planck ci dice che la scienza non è un culto. Ma è anche vero che l’ordine e la regolarità apportati nel mondo dal lavoro scientifico non coincidono con le operazioni e i progetti politici e militari che si servono di questa attività. Ci troviamo, di fronte a tali scarti, a considera con paura gli urti dell’irrazionale.

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