Ceramica di Caltagirone: il simbolo dell’artigianato italiano

L'artigianato italiano e la ceramica di caltagirone

La ceramica di Caltagirone è ancora oggi uno dei simboli dell’artigianato made in Italy nel mondo. Una storia antichissima che parte dalla Sicilia, terra da sempre caratterizzata dall’influsso di varie popolazioni che, con la loro cultura e le loro tradizioni, hanno permeato quest’area incantevole. Un discorso che è valso anche per la storia della ceramica di Caltagirone se si considera che i greci e gli arabi hanno svolto un ruolo importante nell’ambito della lavorazione della ceramica. Prima di parlare della ceramica di Caltagirone bisognerebbe, però, conoscere almeno le basi della ceramica e della sua lavorazione.

Cos’è la ceramica di Caltagirone?

La ceramica vanta una tradizione plurimillenaria se si considera che questo materiale è stato adoperato sin dall’antichità per la produzione di suppellettili. La ceramica è il risultato finale di un lungo processo durante il quale l’argilla viene prima lavorata e poi cotta. La presenza dell’argilla si rivela fondamentale. Questo composto inorganico, infatti, si lascia modellare a freddo senza alcuna difficoltà per poi venire cotto, in un processo che tende a far diventare l’argilla più dura e a non farle perdere la sua forma base.

Non esiste un unico modo di lavorare le argille. Infatti, in base al tipo di prodotto che si vuole ottenere la lavorazione cambia, così come la decorazione. Ci sono, però, delle fasi che sono comuni a tutti i lavori in ceramica, anche alla ceramica di Caltagirone. Ad esempio, non è possibile fare a meno della cavatura e della stagionatura. Questi due processi servono a preparare al meglio l’argilla la quale viene lasciata in uno spazio aperto almeno per la durata di una stagione. La finalità della stagionatura è quella di eliminare qualunque impurità e gli ammassi di dimensioni più vaste.

Un altro processo fondamentale delle ceramiche e della ceramica di Caltagirone è la depurazione. Dopo aver ottenuto l’argilla stagionata è necessario rimuovere altre tipologie di impurità, essenzialmente quelle vegetali e organiche, senza tralasciare i granelli più robusti. Uno dei difetti dell’argilla è dato dal fatto di essere formata, in alcune circostanze, da un numero eccessivo di minerali argillosi che causano una plasticità di un certo rilievo nonché un assorbimento di acqua maggiore del solito. Tutto ciò si traduce, nella fase di cottura, nella costituzione di vere e proprie crepe.

Diverse modalità di lavorazione

La lavorazione della ceramica può seguire diverse strade:

  • Modellazione manuale
  • Modellazione a tornio
  • Modellazione a colombino
  • Modellazione a stampi

Al di là della tecnica che viene usata un processo che riguarda anche la ceramica di Caltagirone è l’essiccamento. Questo processo prevede che i manufatti vengano fatti essiccare all’aria. Ciò al fine di eliminare almeno parte della plasticità che caratterizza l’argilla e per fissare la forma che è stata loro assegnata in fase di lavorazione. Si tratta di una fase particolare, perché serve a far perdere al manufatto l’acqua presente nell’impasto. Se l’essiccazione avviene in maniera indifferenziata ed omogenea allora è più probabile che l’oggetto finito sia in grado di durare nel tempo e di diventare un prodotto prezioso.

Anche per la ceramica di Caltagirone avviene qualcosa di simile. Dopo aver assunto la forma desiderata, ogni manufatto viene fatto essiccare per perdere tutta l’acqua di cui è dotato. Solo dopo che sarà diventato completamente asciutto potrà essere sottoposto ad una prima cottura.

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