Come imparare una lingua (inglese) da autodidatta

Chi non ha mai coltivato il sogno di imparare una lingua in poco tempo, come succede al protagonista (malato) di Phenomenom o (drogato) di Limitless? Al mondo pare esistano persone in grado di imparare a parlare, scrivere e padroneggiare una lingua in pochissimo tempo. Alcuni di questi rientrano nella categoria dei savant (saggi) persone dotate di un’intelligenza selettiva particolare dedicata a una specifica area, spesso affetti da sindrome autistiche. Il caso di Rain Man, il celebre film con Tom Cruise e Dustin Hoffman lo ricorda bene. Il sogno però di imparare una lingua da autodidatta, facendo delle lezioni in casa, seguendo un metodo basato su dei corsi audiovisivi è presente in tanti. Ricordo personalmente come la De Agostini, già negli anni ’80 distribuisse un corso per imparare l’inglese in musicassetta con dispense a cadenza mensile.

L’ostacolo non è il paese di provenienza

Ma è possibile imparare una lingua semplicemente da soli, senza l’ausilio di un professore, senza seguire un corso o immergersi completamente nella realtà quotidiana del paese dove si parla? Spesso ci sentiamo ripetere che il miglior modo per imparare una lingua è andare a vivere nel paese dove viene parlata sistematicamente. Ma il punto è che ci sono chiari esempi funzionali che smentiscono questo assunto. Ad esempio: tantissimi ragazzi dell’est Europa parlano correttamente l’inglese, pur partendo da una lingua slava. Lo stesso accade per le persone dei paesi scandinavi, che riescono a esprimersi e imparare l’inglese in maniera più che comprensibile, fin dalla scuola. Non c’è bisogno che vadano ad abitare a Londra, come fanno tanti italiani, che neppure dopo riescono a esprimersi in modo fluente. Un politico italiano che mastichi bene l’inglese, come Frattini, Monti o Gentiloni, è una vera e propria mosca bianca, lo stesso si può dire per gli attori. Pierfrancesco Favino lo parla benissimo, altri sono veramente pessimi.

Andare per gradi: i corsi di lingua per autodidatti

Secondo le esperienze di tante persone che hanno imparato a esprimersi, farsi capire e comprendere una lingua straniera (quasi sempre l’inglese, la lingua della comunicazione internazionale), il modo migliore per imparare una lingua è fare una full immersione per gradi, passando da un livello elementare a uno parlato, dalla artificiosità alla spontaneità, insomma da The Cat is on the table alla chiacchierata informale.

Comprendere la struttura base della frase

È possibile acquistare un corso per autodidatti, oggi sono presenti anche online, perché se si è a digiuno della grammatica è difficile capire la forma. Il corso va affrontato più volte, come un vero e proprio studio. Chi studia per un esame universitario difficilmente si ferma a una prima lettura, l’approccio è lo stesso. Bisogna padroneggiare la struttura della frase. Fortunatamente per l’inglese questo non è molto difficile e si scoprirà in seguito che ci sono tante scorciatoie. In secondo luogo, dopo aver capito la costruzione della frase, sia quella affermativa, propositiva, l’uso dei pronomi, dei verbi, degli aggettivi e delle forme sintattiche semplici e più complesse, anche senza aver la pretesa di capire in toto, si va alla fase della comprensione.

Perfezionare la pronuncia e l’ascolto

In genere i corsi per autodidatti prevedono dei “dettati” e delle “ripetizioni” sia per affinare la pronuncia, sia per instillare il meccanismo dell’imitazione che è alla base dell’apprendimento di una lingua. I bambini, quando crescono, imparano ad esprimersi imitando sia le forme fonetiche, sia imparando a usare nuovi vocaboli, associandoli a strumenti, oggetti, ricordi, azioni o esperienze. Va fatto lo stesso: bisogna essere curiosi e pratici. Ripetendo fino alla nausea le parole, la pronuncia.

Guardare serie Tv, film, ascoltare canzoni e leggere libri

Un buon modo è quello di vedere le serie TV in lingua originale, con i sottotitoli in lingua originale. Non in italiano. Questo è fondamentale. I DVD delle principali serie TV hanno le traduzioni in diverse lingue, ma se l’intento è quello di imparare l’inglese è opportuno prendere film e serie TV prodotte in America o in Gran Bretagna. Un altro capitolo riguarda le canzoni e i testi: quando si ascolta una canzone in inglese è buona norma cercare il testo, per impararla a memoria (capita spesso); solo dopo si può far riferimento alla traduzione italiana cercando di carpire il costrutto della frase e ovviamente andare ad acquisire dei nuovi vocaboli.

Si ma dopo?

Il vero ostacolo, lo sanno tutti, è quello dell’utilizzo quotidiano della lingua: col film non si interagisce, il libro presenta difficoltà, ma alla fine è una lettura quasi silenziosa, le canzoni si cantano. Un vero passo decisivo per imparare la lingua da autodidatta è completare la conoscenza immergendosi in essa. E qui torniamo al punto iniziale: occorre andare nel paese dove si parla e immergersi nella quotidianità? L’ideale è si, ma spesso ci sono italiani che si ritrovano tra italiani e continuano a parlare l’italiano anche dopo anni di immigrazione all’estero. Non è che noi siamo più stupidi, conservativi o pigri degli altri, è che tendiamo a stare tra di noi. Ma se non si ha la possibilità di andare all’estero, la cosa migliore da fare è vedersi settimanalmente con delle persone che parlano quella lingua o che la stanno imparare e per almeno 3-4 ore alla settimana, esprimersi solo in quella lingua, raccontando cosa si è fatto, cosa si farà, come se fosse una chiacchierata normale.

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