Come si informano gli italiani

In un rapporto del 2015 il Censis aveva ribadito come, nonostante le grandi innovazioni tecnologiche, gli italiani preferissero ancor informarsi con la televisione. Un dato sconfortante, tenuto in piedi dal fatto che la TV è un mezzo ancora pervasivo, che raggiunge circa il 97% della popolazione. A contrastare questo predominio, per decenni basato su un autentico duopolio sfruttato da un imprenditore abile come Berlusconi per accrescere il proprio potere personale, prima dell’avvento di altri attori, oggi c’è il web. Ma come si informano gli italiani oggi?

Detto del primato della TV all’interno della stessa bisogna fare delle distinzioni. L’epoca della TV generalista è ormai al tramonto, gli italiani guardano sempre più spesso i canali all news, come Sky Tg 24, Rai News 24, e Tg com di Mediaset. La stessa La7 ha riscosso maggior successo quando ha messo al centro l’attualità, confermandosi la tv leader nel settore grazie alla tempestività delle dirette e agli approfondimenti e speciali spesso condotti dal suo bravo e attivo direttore Enrico Mentana.

Eppure la percentuale negli anni sarà sicuramente erosa dal numero di persone che si informano direttamente sul web. I giornali dopotutto stanno subendo una crisi talmente spettacolare da influenzare il loro stesso contenuto. In particolare, le versioni online di media come Corriere, Repubblica, Gazzetta cercando click e visite alternative, sfruttando aree tematiche a tutto tondo che nulla hanno a che vedere con l’informazione. Si cerca più intrattenimento e spesso andando letteralmente a pescare nel torbido. Aumentano al contempo le formule di click-baiting, con un grave sconto alla qualità, che ha ceduto ovunque all’informazione da strapazzo, al copia-incolla generalizzato.

In paesi dove i servizi premium sono più avanti, il giornalismo online ha potuto conservare la qualità delle versioni cartacee, ma il punto è che comunque oggi le persone tendono sempre più ad abbandonare i giornali normalmente incentrati sui fatti e vogliono leggere opinioni. Non è un caso che il resoconto dei fatti venga lasciato quindi ai canali all news che possono andare tempestivamente in diretta per riferire e ai social network come Twitter, che dal punto di vista giornalistico rimangono uno strumento insostituibile.

Il mondo migliore per organizzare le proprie informazioni online è sicuramente cercare di fare un mix di tutto, in modo da avere non solo opinioni differenti, ma anche un accesso a fonti più complete. Uno strumento come Google News per esempio consente di aggregare tra diverse fonti web, ma il web da solo non basta. Twitter ad esempio consente di seguire testate giornalistiche di tutti i tipi e singoli giornalisti da ovunque nel mondo, che spesso aggiornano con una frequenza elevata. La Tv spesso pretende di fare informazioni con i talk show, ma per lo più si tratta di opinioni a confronto, sui fatti nei quali spesso non vi è nemmeno accordo che siano esistiti (la cosiddetta politica degli annunci). Insomma, gli strumenti esistono, basta capire che alcuni servono per conoscere fatti e altri per conoscere opinioni, non mischiando la verità degli uni e delle altre.

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