Cosa sono i social media

Quando definiamo i social media vogliamo parlare di comunità online che si sviluppano in senso orizzontale lungo centri di aggregazione che spesso corrispondono al nome di un dominio (un sito internet tradizionale) oppure un’applicazione (sviluppata prima o dopo il sito). I social media hanno conosciuto uno sviluppo e una rilevanza eccezionali negli ultimi dieci anni, ponendosi di fatto come i siti hub attraverso i quali il traffico si genera e si organizza, andando in direzioni differenti.

Il punto di svolta nel web è stato sicuramente quello dei blog, che in massa hanno iniziato a diffondersi intorno all’anno 2000, 2001 e sono diventati protagonisti del dibattito politico, culturale e d’intrattenimento fino a diventare un elemento fondamentale in eventi come le elezioni presidenziali americane del 2004, vinte largamente da Bush grazie anche alla capillare organizzazione in rete dei suoi sostenitori.

Oggi il panorama dei social media è molto cambiato: l’interesse generato da questi siti e queste applicazioni ha fatto si che si creasse un vero e proprio ecosistema di marketing, attraverso il quale convogliare traffico targetizzato verso i siti. La conseguenza è che applicazioni e siti come Facebook o Twitter sono diventati degli aggregatori di dati personali che possono essere impiegati per creare campagne pubblicitarie.

I social media possono essere anche dei semplici progetti collaborativi, a più mani, non per forza rappresentare un hub orizzontale appartenente a una singola azienda, come è il caso di Facebook. Wikipedia – ad esempio – è il più riuscito esempio di social media, che produce contenuti testuali direttamente proposti dai membri della comunità, che possono modificarli, editarli, cancellarli o proporne di nuovi secondo regole interne.

Le comunità virtuali sono invece delle piattaforme dove gli utenti si ritrovano per condividere spazi e opinioni, recensioni e giudizi, file audio e video, immagini e articoli, informazioni e contenuti di altro genere. Queste comunità sono tra le più floride del web e alcune riguardano specificamente l’ambito turistico, ad esempio TripAdvisor, oppure Twitter. Fanno parte di questa categoria anche i blog e i forum, nonché quei grandi siti di social bookmarking che oggi consentono di veicolare del traffico come Reddit.

Ci sono poi le comunità di condivisione del contenuto: il più importante social media in questione è sicuramente YouTube di proprietà di Google, che consente la pubblicazione di video in streaming anche attraverso le apposite versioni app. Instagram e Pinterest sono in grande crescita e riguardano più le foto e i brevi filmati. Da ultimo si sta imponendo Snapchat.

Infine ci sono i social network classici, basati sui profili personali ricchi di informazioni, che costituiscono dei veri e propri distretti personali attraverso i quali esplichiamo la nostra personalità, fatta principalmente di gusti, interessi, opinioni, esperienze lavorative e personali. Il più importante è certamente Facebook con i suoi oltre 1,6 miliardi di profili, ma non mancano siti specifici dedicati per esempio alle posizioni professionali, come LinkedIn recentemente acquisita da Microsoft.

Capire questi ecosistemi significa accedere a un traffico potenziale molto elevato, che può fare la differenza in tutti i progetti di sviluppo sul web.

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