Erodoto, il padre della storia

Il padre della storiografia si dice sia Erodoto. In precedenza, prima del grande storico di Alicarnasso, ci aveva provato Ecateo. Il suo lavoro da “scienziato” della materia era incentrato sul portale dinanzi alla ragione i fatti staccati dal mito. La storia prima di Erodoto infatti era incentrata sul mito, sul racconto dell’eroe, è per questo motivo che consideriamo il primo il padre della scienza, per aver messo al centro l’uomo.

Nato nel 480 ad Alicarnasso, Erodoto ebbe la fortuna di crescere in un periodo particolarmente ricco di avvenimenti che peraltro coinvolgevano proprio l’Asia Minore greca. Fu grazie alla ribellione di alcune città che i Persiani scatenarono la guerra contro Atene prima e poi contro l’intera Ellade in seguito. Viaggiò molto e si informò molto: in Egitto, in Italia, in Mesopotamia, in Fenicia. Arrivò quindi ad Atene intorno al 445 a.C., fu qui che trasse fondamentalmente ispirazione per la sua opera. Qui in città potè assistere da vicino all’accanita lotta politica tra le fazioni, vedere da vicino la profondità della ricchezza di Atene e del potere ampio di cui godeva il suo leader Pericle. Vide la lotta tra le fazioni, tra le parti ricche e quelle povere della cittadinanza. Qui soprattutto poté vedere gli effetti delle Guerre Persiane, che gli apparvero sotto la luce dell’ambivalente lotta tra bene e male, meglio se declinati in dispotismo e democrazia. C’era una certa contraddizione nella crescente potenza di Atene, che sfruttava il timore di una nuova invasione dei Persiani per tenere sotto un duro giogo i suoi alleati. Erodoto ebbe modo di entrare in contatto con gli ambienti culturali della grande città dell’Attica, conobbe di persona Sofocle e si interessò ai temi classici della tragedia, che diventavano sempre più un canone di espressione matura e poetica, cioè classica. La lotta tra gli uomini, l’inevitabile intervento divino, l’eroismo, il dolore umano. Non fu nemmeno estraneo ai circoli del sofismi, in particolare si pensa che abbia anche conosciuto i primi esponenti di questa filosofia relativista come Protagora e Annasagora.

In Erodoto, in sostanza, si fusero le culture ioniche e attiche, consentendogli di andare oltre il semplice racconto aneddotico, provando a comprendere quali erano le spinti morali e immorali che animavano gli uomini. L’opera le Storie, di cui parleremo anche più avanti, rappresenta un affresco morale, forse non del tutto preciso, sulle grandi epopee belliche. Per la prima volta Erodoto raccoglie testimonianza, studia archivi, espone il resoconto delle proprie ricerche. Fa cioè un vero e proprio lavoro di storico sulle fonti, impreziosendole con altre informazioni di prima o seconda mano che è in grado di mettere insieme durante la stesura. Sono molto importanti perché tramandano un metodo, ancora valido oggi. E che ci consentono di avere uno sguardo, 2500 anni dopo, su un periodo decisivo della cultura occidentale.

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