Fake news: come si forma il consenso scientifico

In epoca di fake news e teorie mai corroborate adeguatamente dalla scienza (prendiamo il caso dei vaccini che causerebbero, secondo i poco astuti detrattori, una miriade di problemi), vediamo invece come si forma il consenso scientifico intorno ad una teoria, una sperimentazione oppure un’evidenza.

Nell’immagine qui a fianco si vede che tipo di importanza hanno i controlli. Il metodo sperimentale è il più importante traguardo ottenuto dalla scienza e possiamo vantarci del fatto che esso è stato messo in pratica, per la prima volta, da Galileo Galilei. Esso consiste non solo nell’osservazione e nell’annotazione dei fatti e dei cambiamenti, ma soprattutto della necessità che questi siano ripetibili e verificabili. Se faccio un esperimento che dimostra che una particolare sostanza produce degli elementi, detto esperimento dev’essere ripetibile, in modo che un altro scienziato possa confermare ciò che ho visto io. Altrimenti non è scienza.

La piramide mostra l’importanza di questi controlli e che valore hanno rispetto alla comunità scientifica, prima che un esperimento sia considerato attendibile. Un esempio molto celebre è quello della teoria della relatività, che rimase per molti anni una teoria non verificata. Quando si concretizzarono le condizioni per poterla verificare con degli strumenti, a movimentarsi furono tutti i più grandi scienziati, non il solo Einstein. E la teoria fu infatti verificata più volte, fino allo scorso anno con la prova scientifica dell’esistenza delle lenti gravitazionali previste da Einstein nel suo modello sulla legge di gravità.

Alla base della piramide come vediamo ci sono i rapporti sull’esperimento, la stesura di un testo scientifico (paper) e lo scambio di opinioni con i colleghi. Ciò non basta a farne una teoria scientifica consolidata, anche se a scrivere fosse Einstein stesso in persona. Seguono: i test in vitro o con gli animali. Cioè i cosiddetti test di laboratorio. Si passa dalla fase di studio a quella pratica: verificare cioè che un animale reagisca a una certa sostanza nel modo descritto nel paper. Viene poi lo studio clinico incrociato: si prende un campionamento trasversale e si verificano campioni differenti, incrociando tutte le possibili variabili. Non basta il campione longitudinale (ad esempio: lo stesso paziente viene testato più volte o pazienti con le stesse caratteristiche vengono analizzati nel tempo). I case-control studies sono invece realizzati sul gruppo di controllo, ovvero quei pazienti (oppure animali) che “vengono messi da parte” per le loro particolari condizioni, per verificare se rispetto ad essi si producono dei cambiamenti. Il gruppo di controllo va sempre isolato ed è fondamentale. Se faccio un esperimento psicologico sulla paura nei ragazzi di 18 anni, che abbiano perso in modo traumatico un genitore, il gruppo di controllo si riferisce a questi. Che devono essere analizzati in contesti precisi, in modo da marcare le differenze che emergono durante le sperimentazioni.

Cohort studies è lo studio di coorte longitudinale che prende nel tempo l’evolversi di un individuo. Se sperimento un farmaco anti depressivo ho la necessità di verificare nel tempo se funziona, se produce cambiamenti d’umore. Vale lo stesso per le malattie, capire come evolvono, tenendo conto delle variabili dipendenti e indipendenti. Lo studio randomizzato mette ancora più a dura prova le asserzioni della mia teoria iniziale: ad esempio confrontando i pazienti con il famoso effetto-placebo per controllare meglio il risultato di un farmaco.

Infine, per ultimo, vengono le meta analisi e le recensioni sistematiche: la recensione sistematica forma la letteratura scientifica sul caso. La meta analisi è un metodo statistico che combina i risultati ottenuti dallo studio, traendo delle conclusioni incontrovertibili. Se dico, ad esempio, che la somma del mio esperimento fa 100, devo provare che i numeri messi in gioco diano effettivamente questa cifra. Spesso i due studi sono incrociati per ottenere un maggior controllo. Possono essere richiesti proprio per validare un risultato scientifico.

Come avrete potuto capire a fare questi controlli sono comunità di scienziati altamente preparati. La ricerca è un capitolo di spesa molto elevato per le aziende tecnologiche impegnate sul campo. Mettere in commercio farmaci o ritrovati che non diano risultati può comportare la fine di tante imprese o il collasso di prestigiosi enti di ricerca. Il controllo fatto è molto superiore a una semplice ricerca su Google o alla lettura di un post su Facebook pieno di strafalcioni.

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