Il fascino selvaggio della Sardegna

Durante il Medioevo in Sardegna furono edificati più di ottanta castelli, la maggior parte dei quali oggi sono ridotti a pochi ruderi svettanti sulle sommità di rupi scoscese, dove tra rovi e muri sbrecciati, s’intrecciano memorie storiche e immancabili leggende. Questi manieri raccontano storie di regoli e giudicesse, di cruente battaglie e di grandi amori, di speranze di libertà e dominazioni straniere.. E’ sempre in opera medioevale che , attraverso i condaghi, si venne gradualmente a formare un codice linguistico autoctono contraddistinto da una propria sintassi e da tratti fonetici peculiari, ancorché non si affermò mai una tradizione letteraria “sovradialettale” ed egemone. Attraverso lo studio della lingua e delle stratificazioni linguistiche è possibile scorgere le vicende storiche del popolo sardo e individuare i segni del suo passato, anche più remoto,  e dei contatti con le culture esterne. Purtroppo tale lavoro è reso più difficoltoso dal fatto che, dall’insieme delle fonti documentali di cui può disporre chi studia la storia della Sardegna, c’è un buco di quali cinque secoli che va dal crollo dell’impero Bizantino sino alla fine del XI secolo, quando le abbazie riprendono i loro traffici e tengono aggiornati i loro registri: i condaghi, indispensabili strumenti per la conoscenza della storia economica e sociale dell’isola.

In questo contesto di accentuato isolamento si scorgono i segni di un progressivo abbandono della coste da parte dei sardi. Gli insediamenti umani si ripiegano verso le città vicine alla costa: Corale, Torres, e Civita. In seguito l’Isola entra a far parte di un quadro politico più vasto: Le Repubbliche marinare di Pisa e Genova, dapprima, e il Regno d’Aragona poi. La penetrazione della Repubbliche marinare avviene in maniera graduale: dapprima attraverso gli ordini religiosi e i mercanti, poi con l’instaurazione di una serie di vincoli matrimoniali e infine con le armate. Il dominio esterno si consolida con l’imposizione dei funzionari e degli ordinamenti. Sul colle che domina il golfo dell’antica Corales inizia l’edificazione del Castello, nucleo storico della struttura urbanistica della città di Cagliari di oggi. La presenza stabile di comunità di mercanti stranieri nelle città costiere portò ad una modifica del sistema di vita, ad una maggiore dinamicità dei rapporti e ad una semplificazione degli scambi grazie all’introduzione della moneta.

Nella metà del XII secolo pisani e genovesi, in perenne contesa per il controllo delle rotte marittime e delle vie commerciali, possedevano quartieri e fondaci in tutti i principali porti dell’Isola, dove, di fatto, esercitavano il commercio in regine di monopolio essendosi l’economia locale ripiegata nel versante interno dell’agricoltura e della pastorizia. A partire da questo periodo, la storia dei Sardi ridiventa una storia “sommersa” Cos’è infatti la storia della Sardegna pisana e genovese, e ancora di più, la storia della Sardegna aragonese e spagnola? E’ la vicenda dei conquistatori, dei nobili che vengono al loro seguito, dei nuovi padroni e della classe di funzionari che esprimono per governare nel loro interesse questa Isola sarda. I giudicati divennero oggetto dell’influenza prima e della dominazione poi di varie forze (signorili, ecclesiastiche, comunali) delle due grandi, e rivali, città tirreniche. Nel corso del XIII secolo, i piccoli regni di Gallura, Logudoro, e Cagliari persero la loro autonomia e la loro unità territoriale, mentre riusciva a sopravvivere, come entità statuale autonoma, solo il giudicato di Arborea. A seguito della fine di quest’ultimo giudicato, i sovrani aragonesi poterono procedere alla spartizione, tra feudatari grandi e piccoli, di tutta la Sardegna con la sola eccezione dei territori dipendenti direttamente dalla Corona.Tali vicende, dolorose per alcuni versi, portarono ad un progressivo reinserimento della Sardegna nell’ambito dei traffici e della storia del Mediterraneo.

Come si può facilmente capire la Sardegna non è solo hotel, spiagge, resort e mare cristallino. Ha una storia culturale robusta, che deve ancora essere fatta conoscere a chi pensa che i sardi siano un popolo privo di una storia importante.

(Visited 19 times, 1 visits today)
Condividi:

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*