I motori di ricerca: quali sono e come funzionano

È difficile immaginare internet senza motori di ricerca. Fin da quando è nato i motori di ricerca sono stati decisivi e fondamentali per trovare informazioni e organizzare i siti in modo che gli utenti potessero cercarli. Prima dell’avvento del web 2.0 generato dagli utenti, il web era popolato principalmente da specialisti che offrivano contenuti agli internauti senza che questi potessero concorrere a svilupparli. Oggi la stragrande maggioranza del contenuto online è generato dagli utenti sotto forma di post, tweet, condivisioni, articoli, foto, video e thread in forum.

I motori di ricerca moderni sono capaci di organizzare al meglio le informazioni, indicizzandole secondo dei criteri di importanza che variano a seconda dell’argomento e della rilevanza attribuita dagli stessi motori a quei siti web.

Un fatto che sorprende i neofiti è questo: i motori di ricerca non indicizzano tutto il web esistente, quando effettuiamo una ricerca su di essi non stiamo svolgendo una ricerca sul web, ma su quella porzione di esso che i motori di ricerca – seguendo i loro criteri – hanno deciso di catalogare. Per fare questo servono grandi capacità di calcolo, immensi datacenter in grado di scaricare, organizzare le informazioni e fornire le risposte alle query in tempi rapidissimi.

I motori oggi più diffusi sono tutti di invenzione americana e risalgono fino agli albori del web, anche se nessuno in realtà dei primi motori attivi prima dell’avvento di Google, è attualmente in grado di conquistare delle fette di mercato. Anzitutto va detto che gli utenti cercano sempre qualcosa, tanto che il verbo “to google” è entrato nel dizionario corrente in America e anche in Italia nella sua declinazione “googlare”.

Altro punto: siti social come Facebook, che vantano numeri paragonabili a quelli di Google, hanno tentato di aggiungere la ricerca alle loro applicazioni, senza successo.

Si capisce da questo breve excursus che il dominatore nel campo della ricerca è Google: servito in tanti paesi, complessivamente è il sito più visitato al mondo e quello che da una direzione al traffico verso gli altri siti.

Google è in funzione dal 1997, distinguendosi immediatamente per la sua semplicità rispetto a primi motori come Altavista. Inoltre, il fatto più importante, Google è attendibile, fornisce risultati più pertinenti e corretti rispetto alla concorrenza. Il valore di mercato di Google è tale che i suoi due fondatori sono tra le 15 persone più ricche del mondo. I suoi datacenter sono in grado di fornire risposte in tutte le parti del mondo in pochi millisecondi. L’interfaccia di Google è facilissima da usare e da qualche tempo si sta sviluppando la ricerca vocale, soprattutto grazie all’applicazione per smartphone.

Il rivale principale di Google ormai è diventato Bing, prodotto e sviluppato da Microsoft. Il sogno di Bill Gates di entrare nella ricerca si è concretizzato nel 2009, dopo vari esperimenti falliti. Per Gates non aver capito le potenzialità della ricerca è stato un grosso passo all’indietro rispetto alla sua infallibile capacità visionaria. Bing comunque ha quasi mezzo milione di visitatori al mese, un sito di tutto rispetto e tra i primi 30 al mondo complessivamente.

Yahoo! ha perso traffico nel tempo, ma i romantici sanno che è stato il primo vero motore di ricerca di un certo livello nel web. Oggi ha perso sempre più quote di mercato e gli esperti di tech e finanza non sono sicuri della direzione presa dal management, guidato da Marissa Mayer, ex di Google, che sta faticando a dare un senso all’azienda. Yahoo nacque come un portale-directory e quindi fu da subito in difficoltà quando si presentò Google, con la sua nuda semplicità.

Altri motori degni di nota sono Ask, Wow, AOL Searche, Infospace e DuckDuckGo.

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