I progetti architettonici di Leonardo

Il rinascimento italiano è contraddistinto da un approccio realista all’arte sacra. Anche l’architettura compie un passo da gigante e non mancano ambiziosi progetti, firmati da Leonardo da Vinci, il genio rinascimentale per eccellenza, che ce lo fanno vedere sotto un’altra luce. In alcuni manoscritti conservati in Francia si possono vedere dei progetti di chiese a pianta centrale, che si sviluppano attorno a una circonferenza interna sovrastata da una cupola, circondata a sua volta a cupole più piccole. Negli anni a cavallo tra il XV e il XVI secolo, Leonardo tornò più volte su questo tema. Il genio parte da un’analisi della pianta circolare di Santa Maria ad Perticas a Pavia e naturalmente dal duomo di Firenze di Brunelleschi. È possibile che questo interesse di Leonardo per l’architettura sacra derivi dal suo incarico di consulente tecnico presso la fabbrica del Duomo di Milano. Per il tiburio del Duomo meneghino aveva infatti proposto una soluzione centrale, scartata nel 1490. Nei suoi manoscritti si susseguono una serie di variazioni sul tema della pianta centrale. Pare proprio che l’artista si sia invaghito dello schema e cerchi di trarne il meglio, in una prospettiva geometrica e quasi frattale. È affascinato dalle possibilità compositive derivanti dall’aggiunta di successivi moduli geometrici: idea soluzioni sempre più complesse ed articolate, come si può ammirare da disegni.

Sulla scia di Brunelleschi

La gerarchia tra la cupola maggiore è quelle minori è sempre rispettata, così come si afferma l’idea dell’isolamento dell’edificio centrale nello spazio circostante, di cui abbiamo numerosi esempi nell’arte rinascimentale (si pensi al complesso architettonico del Duomo e del Battistero di Pisa). Sono creati in contesti extra-urbani anche Santa Maria delle Grazie al Calcinaio a Cortona, Santa Maria della Consolazione a Todi, la Madonna di San Biagio a Montepulciano e Santa Maria delle Carceri a Prato. Si tratta quasi sempre di architetture nette, precise, sistemate all’interno di un ideale di spazio vuoto, in cui lo spazio stesso ricade sotto un’ambizione culturale di controllo del luogo, come se la potenza del sacro si liberasse dal centro e procedesse in vortici, come delle onde che pian piano sfumano verso l’esterno. In ogni progetto di questo tipo, l’importanza assegnata allo spazio centrale viene sottolineata dall’esuberante cupola che sovrasta il tamburo ottagonale. A Firenze si può ammirare la maestosità della cupola del Duomo, che sembra quasi ricadere sopra tutto lo spazio della piazza intorno a sé, liberando energia e calore. Queste intuizioni del Brunelleschi sono sicuramente note a Leonardo, che infatti nei suoi progetti inserisce tanto la cupola enorme, quanto la forma della lanterna e le decorazioni dei tondi al di sotto di essa. È stupefacente in ciascuno di questi progetti rimasti solo sulla carta, il desiderio di imporre una sapienza geometrica e matematica, con un ricercato calcolo per la perfezione che si annulla solo nella bellezza dell’espressione artistica.

Vedi: http://www.museoscienza.org/leonardo/modelli/macchina-leo.asp?id_macchina=104

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