Il cesaropapismo e le ingerenze della Chiesa

Le polemiche sulle Unioni Civili si sono rinfocolate quando il cardinal Bagnasco è intervenuto per invitare al voto segreto il Parlamento. L’ingerenza dei Vescovi nella politica italiana non è nuova e ha conosciuto l’acme, nel periodo moderno, con il cardinale Ruini durante il governo Berlusconi. Questa forma di influenza si manifesta oggi più di ieri, nonostante l’assenza di un grande partito cattolico e soprattutto per la debolezza ideologica dei partiti e l’abitudine della Chiesa a considerarsi soggetto politico. Una forma superata di cesaropapismo, che affonda nella storia.

Con questo termine si intende l’unione effettiva o tendenziale in una sola persona del potere civile e di quello religioso, per cui la Chiesa è considerata un organo dello stato e il capo dello stato assume prerogative e competenze estese anche al campo spirituale, diramando norme rivolte ai fedeli non in quanto sudditi o cittadini, ma appunto in quanto professanti una confessione religiosa (la teocrazia iraniana si fonda praticamente su questo concetto).

Questa confusione dei due poteri con assoluta preminenza del politico – contro la quale combatte a lungo, specie nel Medioevo la chiesa cattolica contrapponendovi peraltro, da Gregorio VIII a Bonifacio VIII, soluzioni teocratiche che costituivano in effetti il mero capovolgimento dei termini del problema – trovò numerosi assertori nei grandi imperatori germanici, ma ancor prima a Bisanzio e nell’impero d’Oriente dove si presentò nella sua forma più ampia e concreta soprattutto dopo la separazione della chiesa greca da quella romana, trasferendosi più tardi con l’eredità spirituale di Costantinopoli nella Russia zarista. Momento particolarmente significativo del cesaropapismo bizantino fu l’iconoclastia, lotta contro il culto delle immagini sacre avviata per motivi nel contempo politici e dogmatici nella prima metà del secolo VIII. Il processo di formazione dello stato moderno a base nazionale conobbe pure esempi di cesaropapismo per le crescenti tendenze accentrati impersonate dai sovrani e per l’intricata sovrapposizione delle funzioni economiche-politiche si fondamentali elementi religiosi che aveva ormai caratterizzato la Chiesa cattolica e il suo clero, facendone uno degli “stati” particolaristici e privilegiati: cesaropapismi furono dunque gli orientamenti politici di vari sovrani francesi, come gli indirizzi generali di parecchi principi riformati e specialmente della corona inglese dopo lo scisma anglicano.

Oggi il cesaropapismo è presente in alcune teocrazie, come appunto l’Iran e soprattutto nel mondo islamico e ovviamente nello stato della città del Vaticano, dove il capo di governo è anche il capo religioso e governa secondo precetti di tipo misto. La separazione tra i poteri è stata ribadita nella costituzione italiane è confermata implicitamente dal fatto che la religione cattolica non viene più definita come religione di stato, ma come uno dei culti liberi che si possono professare nel nostro territorio nazionale. Lo sconfinamento di Bagnasco appare tanto grave, in quanto nessun politico ha reagito con veemenza, anche se il capo dell’esecutivo ha ribadito che spettava al Senato e basta, la decisione circa l’adozione del voto segreto (che secondo gli auspici del presidente della conferenza episcopale italiana, avrebbe dovuto favorire il voto di coscienza).

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