Il pensiero delle filosofie orientali

Filosofie orientali

Il mondo orientale è variegato anche dal punto di vista filosofico. Le filosofie orientali sono diverse, ognuna ha contribuito a creare un nuovo modo di pensare che ancora oggi ha il suo fascino. Non solo le popolazione orientali, anche quelle occidentali pian piano si sono avvicinate alla cultura orientale e in molti casi sono anche riusciti a trovare le risposte alle domande che si erano posti. Questo significa che le filosofie orientali, non sempre ma spesso collegate anche alla religione. Purtroppo, alcuni di questi modi di pensare e di intendere il rapporto con la divinità sono andati in contrasto e hanno dato vita a secoli di conflitto che ancora oggi non sembrano trovare una definitiva risoluzione. Parliamo del conflitto tra la filosofia o religione araba e quella ebraica.

La filosofia araba

La filosofia araba può essere considerata una vera e propria religione. Si basa sulle rivelazioni di Maometto e ancora oggi ha come libro sacro il Corano. Secondo Maometto, Dio è unico ed onnipotente e prende il nome di Allah. Per essere musulmani bisogna sottomettersi alla volontà di Dio. Il perfetto musulmano deve vivere secondo quanto prescrivono le leggi musulmane. Le principali sono:

  • preghiera cinque volte al giorno
  • digiuno nel mese del Ramadan
  • fare elemosina
  • fare almeno una volta nella propria vita un pellegrinaggio a La Mecca
  • non bere alcolici e non mangiare carne di maiale
  • possibilità di praticare la poligamia e di ripudiare la propria consorte

La filosofia araba mira a convertire gli infedeli. Secondo questo modo di pensare non esiste alcuna differenza tra il potere politico e quello religioso. Chi sale al potere prende il nome di califfo e guida il suo popolo sotto il profilo normativo e spirituale.

Negli anni la filosofia araba si è allargata e sono nati nuovi orientamenti sotto il profilo religioso. Si sono costituite le fazioni dei sunniti e degli sciiti. I sunniti basano la loro esistenza sugli insegnamenti di Maometto mentre gli sciiti ritengono che Maometto sia importante ma che lo sia anche il suo successore, ovvero l’imam che si è assunto il compito di guidare il popolo musulmano.

In realtà, molti filosofi arabi nei secoli a venire cercarono un contatto e studiarono a fondo anche la filosofia greca. Come abbiamo visto, però, la religione araba si presenta molto rigida e, dunque, non ha mai permesso a queste diverse manifestazioni di pensiero di allargarsi e di trovare un punto di incontro con la tradizione occidentale. Una storia che è arrivata fino ad oggi e che tuttora è causa di conflitti tra il mondo arabo ed il mondo occidentale.

La filosofia ebraica

Il contributo dato dagli ebrei all’umanità in termini di sviluppo del pensiero razionale è innegabile. Gli Ebrei da sempre hanno professato il rifiuto dell’idolatria e si sono opposti a considerare delle divinità elementi naturali come il sole, le stelle, gli animali, gli alberi. Il popolo israeliano ha tolto quel valore sacro di cui è piena la cultura orientale ed è, dunque, entrata in contrasto anche per questo motivo con le diverse forse di manifestazione del pensiero che sono emerse nelle varie popolazioni orientali.

Il Dio degli ebrei si chiama Yahvè. Secondo la concezione degli ebrei l’Assoluto è un essere personale e creatore ed ha rapporti privilegiati e personali con il popolo israeliano. Tra l’Assoluto e l’uomo si instaura un dialogo fitto così come tra l’Israele e l’Assoluto. Il popolo israeliano è convinto  che Dio, in seguito ad una missione universale, abbia fondato Israele. E’ per questo motivo che il popolo ebraico è convinto di avere un rapporto di privilegio con Dio.

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