Il pensiero di Claude Lévi-Strauss

Tra gli antropologi certamente è stato tra i più influenti dello scorso secolo. L’importanza scientifica dell’opra di Lévi-Strauss è legata soprattutto all’uso in campo etnologico dei metodi sviluppati all’interno della linguistica strutturale. L’antropologico concepisce l’organizzazione della vita sociale come un insieme di sistemi a carattere linguistico, basati su livelli di attuazione dei processi di scambio (di beni, di donne, di messaggi). Per lui il compito della sociologia è quello di indagare i codici sulla base di quelli si costruiscono delle norme sociali, come ad esempio l’utilizzo di una lingua comune a partire da fonti naturali (come l’esigenza di dare un nome alle cose o alle pratiche).

Il campo nel quale Lévi-Strauss ha dato la più brillante dimostrazione del suo modo di concepire l’analisi antropologica è sicuramente quello dei rapporti di parentela. Sulla base di pochi principi contrassegnati da una notevole coerenza interna egli presenta infatti un’interpretazione originale e rivelatrice di usi sociali di varie forme, che hanno trovato conferma in altre ricerche etnografiche compiute nel mondo da vari studiosi. La necessità di costituire sulla base dello scambio matrimoniale la trama essenziale del tessuto che da forma alla società rappresenta, secondo Lévi-Strauss, il principio fondamentale grazie al quale è possibile comprendere il funzionamento di parecchi tipi di sistema di parentela. Tali sistemi possono essere infatti interpretati come il risultati di diversi modi di combinare insieme alcuni ben definiti modelli elementari destinati a regolare la comunicazione fra i vari gruppi.

L’attenzione per i rapporti comunicativi, nei quali egli individua la materia prima di cui si nutre la vita sociale, spinge l’autore a concentrarsi su fenomeni di caratteri simbolico, ispirandosi allo strutturalismo ma andando oltre. Uno dei risultati più sorprendenti che Lévi-Strauss ha ottenuto è quello per cui i racconti che narrano leggende o appartengono al corredo tradizionale e folcloristico di un popolo spesso sono in comune tra etnie molto diverse tra loro. L’analisi dei miti, compiuta soprattutto lungo il continente americano, dal Sud America fino al Circolo Polare Artico, vuole mettere in evidenza come al di là dei contenuti, in questi racconti, questi miti c’è un substrato molto comune tra essi, pur salendo di latitudine. Con ciò per esempio ha evidenziato il carattere universale del tabù dell’incesto, per evitare che la famiglia si racchiuda su sé stessa e invece si apra a relazioni esterne. Il pensiero dello studioso francese, morto alla veneranda età di 101 anni, è stato criticato per l’approccio eccessivamente umanista, privo di dati e statistiche a supporto, a una materia come quella dell’evoluzione culturale che ha solide basi scientifiche.

Le opere principali:

Le strutture elementari della parentela, Milano 1969
Tristi tropici, Milano 1960
Antropologia strutturale, Milano 1966
L’uomo nudo, 1974

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