Il potere del contatto visivo

Si dice spesso che gran parte della comunicazione umana dipenda dalla non verbalità, cioè da quelli insieme di gesti e atteggiamenti che il corpo utilizza per comunicare qualcosa all’interlocutore. Le azioni valgono più delle parole, lo ripetono in ogni tribunale. Quando si cerca la prova di un comportamento o di una volontà, la si cerca nei fatti o non nelle parole.

Se dico, “ti voglio bene”, ma al contempo ho in mano un coltello affilato e lo brandisco all’altezza della tua gola, cosa conta di più? La comunicazione verbale o quella non verbale? Facile rispondere. Partendo da questa semplice constatazione è chiaro che esistano dei meccanismi psicologi attraverso i quali siamo in grado di comunicare anche senza doverlo esplicitare con la voce.

Tra le azioni ad essere maggiormente studiate e suscettibili di fornire risposte adeguate, su questi meccanismi psicologici, c’è senza dubbio lo sguardo, il contatto visivo. Nulla tradisce e rivela più degli occhi. C’è qualcosa nello sguardo di una persona che riesce ad andare oltre, a penetrare una barriera. Gli occhi in effetti sono l’elemento più espressivo del nostro volto o del nostro intero corpo. Chiunque sappia usare il contatto visivo sa che può utilizzare un potente strumento psicologico.

Che trucchi si possono usare con il contatto visivo? In primo luogo guardare dritti negli occhi porta sempre dei dividendi. Farlo significa essere trasparenti, onesti e pieni di autostima. Chi non guarda negli occhi ha spesso difficoltà a reggere lo sguardo dell’interlocutore e si sente automaticamente insicuro.

Mentre guardi negli occhi per evitare che lo sguardo sia percepito come minaccioso, prova a sorridere, vedrai l’effetto che fa. È come una dichiarazione di amicizia, ma fatta con le migliori intenzioni possibili.

Quando si flirta è lo sguardo che deve guidare la comunicazione in lungo e in largo, usando le varie espressioni facciali, ad esempio con le sopracciglia che tendono a fare da cornice allo sguardo e dargli una connotazione spesso divertita e ironica.

Quando si parla in un gruppo, quando si è di fronte a una platea bisogna guardare negli occhi i partecipanti. Non si deve guardare nel vuoto indefinitamente. Guardate bene un concerto di una rockstar, normalmente un animale da palcoscenico che ha carisma. Se notate quasi sempre mentre canta o suona non si rivolge indefinitamente a qualcuno, ma spesso sorride alle persone nel pubblico, guardandone di volta in volta di diverse. È un modo di stabilire un contatto diretto, chiaro, inequivocabile, che infatti è gran parte del suo successo.

Guardare dritti negli occhi è possibile farlo anche in una conversazione a due, senza timore, vedrete che magicamente si annulla la differenza di statura, il che spiega anche perché certe persone che pure soffrivano del complesso di Napoleone hanno dominato interi processi storici e sono diventate persone di successo.

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