La Basilica di San Petronio

La basilica di San Petronio

 

Completati i lavori di restauro della facciata di una delle chiese più grandi d’Europa: San Petronio a Bologna. Scopriamone tutti i segreti.

Magnifica e incompiuta. La basilica di San Petronio a Bologna doveva essere la più grande chiesa della cristianità. Più grande addirittura di quella di San Pietro in Vaticano. Un progetto così ambizioso da costringere il papa a porvi rimedio. Storia lunga e piena di ostacoli. È intitolata al patrono della città, vescovo di Bologna nel V secolo. La costruzione della basilica di San Petronio ha avuto inizio il 7 giugno del 1390 con la solenne posa della prima pietra ma ha conosciuto diversi momenti di interruzione. Il termine dei lavori è stato decretato nel 1659 con la copertura di una parte della facciata, ancora visibilmente incompiuta e di recente oggetto di lunghi lavori di restauro. Il progetto originarlo è stato affidato all’architetto Antonio Di Vincenzo. Uno dei motivi principali per cui i lavori hanno proceduto a rilento sono stati i costi esorbitanti. Papa Bonifacio IX ha addirittura mandato venti confessori al Giubileo straordinario per raccogliere donazioni in cambio di indulgenze e favorire il completamento della basilica.

L’orologio della città

All’interno di San Petronio c’è la più lunga meridiana al coperto al mondo. Misura circa 68 metri, numero che moltiplicato per seicentomila equivale alla circonferenza della Terra all’Equatore. E’ stata realizzata da Giandomenico Cassini nel 1655. E’ precisissima: il sole entra da un foro sulla volta della chiesa e crea un cerchio di luce che, ogni giorno, si sposta avanti o indietro. La lunghezza della meridiana equivale alla durata dell’intero anno. Il cerchio attraversa la meridiana: quando è perfettamente tagliato a metà, vuol dire che si è arrivati al mezzogiorno solare. E’ così precisa che veniva usata per sincronizzare gli orologi della città. Un’opera eccezionale che Cassini ha realizzato mettendosi su un piccolo scranno in cima alla chiesa, un luogo difficile e pericoloso. Da li ha tirato una linea assolutamente perfetta.

Fermate la costruzione della basilica, è un ordine!

La chiesa è appartenuta al comune di Bologna fino al 1929 quando, a seguito dei Patti Lateranensi, la proprietà è passata alla diocesi. Anche per questo è stata consacrata solo nel 1959 dal cardinale Giacomo Lercaro. Dal 2000 conserva le reliquie del santo patrono della città che fino ad allora erano nella vicina basilica di Santo Stefano.

San Petronio, con i suoi 132 metri di lunghezza, 60 di larghezza e 45 di altezza, è una delle più grandi chiese al mondo. Sarebbe dovuta essere la prima per dimensioni, ma questo non è accaduto. Non perché non ci fossero i fondi per realizzarla o perché i bolognesi non fossero in grado di portare a compimento un progetto così ambizioso, bensì perché sarebbe stata infranta una regola non scritta: avrebbe sfidato la basilica di San Pietro a Roma. Due anni dopo la sua elezione al soglio pontificio, era 1’8 marzo del 1561, il pontefice Pio IV ha stabilito che l’università bolognese dovesse avere una sede unica, decorosa e all’altezza della sua fama. Ha deciso, così, che l’Archiginnasio sorgesse in un’area ancora disponibile in piazza Maggiore. Nonostante le proteste del clero bolognese, non contento di vedere occupata la zona destinata all’ampliamento della basilica di San Petronio secondo il progetto di Antonio Di Vincenzo, il papa è stato irremovibile: “Dixit et factum est” è stato l’ordine perentorio di Pio IV.

L’università come espediente

È stato così dato inizio alla costruzione del palazzo dell’Archiginnasio, inaugurato il 21 ottobre del 1563. Fino a quel momento gli antichi dottori bolognesi avevano tenuto le lezioni nelle proprie abitazioni o in sale prese in affitto dal Comune. Ufficialmente il papa ha fatto costruire il palazzo per dare una sede definitiva all’università di Bologna, ma le cose non stavano così: il pontefice voleva bloccare l’espansione della basilica di San Petronio. Il progetto della chiesa prevedeva altre navate laterali che, se fossero state completate, l’avrebbero fatta diventare la chiesa più grande del mondo. Come detto, avrebbe superato anche la basilica di San Pietro, eventualità questa che non doveva assolutamente verificarsi. Il papa ha, dunque, approfittato della lentezza dei lavori di San Petronio per far costruire gli edifici dell’università in meno di due anni. Lo spazio per ampliare la chiesa, così, è venuto meno insieme alle ambizioni di portare a compimento il progetto di Antonio Di Vincenzo.

Centro del sapere

La facciata del palazzo dell’Archiginnasio ha trenta arcate, come i giorni solari. I locali del pianoterra sono invece 28, come i giorni del mese lunare. Ospita il maggior complesso araldico del mondo con più di seimila stemmi. L’università bolognese è stata sin da subito frequentata anche da numerosi studenti stranieri. Hanno frequentato le sue aule personaggi del calibro di Erasmo da Rotterdam, Torquato Tasso, Giovanni Pascoli, Pico della Mirandola e forse anche Dante Alighieri. Un’università speciale, dunque, dove già nel XVIII secolo docenti donne erano titolari di cattedra.

(Visited 73 times, 1 visits today)
Condividi:

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*