La body art

Con la body art si definisce l’arte del corpo che è iniziata a circolare negli Stati Uniti verso la fine degli anni ’60, che poi è stato assunto anche per designare fenomeni convergenti abbondantemente rintracciabili anche in Europa. Esso accomuna quegli artisti che privilegiano l’uso del corpo come mezzo e linguaggio espressivo. Per capire come mai si sia giunti a questo esito, che implica una svolta realistica, bisogna risalire alle correnti artistiche degli anni ’60 che consistevano nel rifiuto dei mezzi illusori e rappresentativi della pittura. Oltre che rivolgersi al materiale plastico e ai concetti, un tale interesse reale non poteva ignorare il nostro corpo, perché esso era quanto di più reale ci fosse nel mondo.

I precedenti alla body art possono essere rintracciati se vogliamo nelle operazioni artistiche di Piero Manzoni e nell’ambito degli happening americani, cui per esempio prese ispirazioni John Lennon guidato dalla moglie Yoko Ono. Assai importante pure l’attenzione ai valori elementari e primari del corpo che, sempre a partire da quella data, viene concepita nei settori del teatro con il Living Theater, nella musica con John Cage, già nel giro della pop art di Warhol insieme ai Velvet Underground, nella danza. Da quel momento è tutto un fiorire e intrecciarsi di iniziative che sfociano nella body art vera e propria. In Europa ha avuto un particolare rilievo l’esito artistico di Marina Abramovic, le sue performance in coppia con Ulay. La Body Art oggi si esprima con una spinta molto provocatoria ma che potrebbe aver cessato le sue funzioni: le proteste del gruppo Femen ad esempio mirano a esporre il corpo per attirare l’attenzione sugli happening e le manifestazioni. Non si tratta perciò di vera e propria arte, anche se rimane l’istanza realistica. Usare il corpo per comunicare nell’immediato. La body art punta alla rivelazione della realtà allo spettatore usando tutti i mezzi di rappresentazione estetica più che artistica, spesso puntando sul web e la multimedialità, ottenendo lo scopo di denunciare la mercificazione del corpo, nonché il suo abuso.

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