La caricatura: una satira pungente

La caricatura moderna, come esagerazione dei tratti fisionomici di una persona reale o immaginaria, ebbe la sua origine con Leonardo da Vinci, e in particolare nei due celebri fogli Ritratto di Scaramuccia e Teste in caricatura. A questo proposito, tuttavia, alcuni autori preferiscono parlare di capricci piuttosto che di caricature, poiché l’intento comico o scherzoso non vi è prevalente. Allo stesso modo, i volti ripugnanti e crudeli che circondano il Cristo portavoce di Hyeronumus Bosch, non possono dirsi concepiti con intenzioni comiche, dato l’alto carattere religioso del soggetto, ma risulta evidente la volontà di “caricare”, ossia – etimologicamente – esagerare i caratteri fisionomici di una persona a fini espressivi. Dalle deformazioni fisionomiche di Bosch prese le mosse l’opera di Pieter Brueghel, per il quale è difficile dire dove comincia o finisca la caricatura. La nozione di caricatura comunque si affermò completamente in Italia a partire dal secolo XVII e precisamente nella cerchia bolognese dei Carracci.

Annibale ne fu l’iniziatore, seguito dal fratello Agostino, dal Guercino, dal Mitelli e da altri. Nel secolo XIX anche in Italia i giornali umoristici illustrati diedero impulso alla caricatura, soprattutto di satira politica e di costume: fra i primi ricorderemo i torinesi Fischietto e Pasquino. Tra ‘800 e ‘900 ebbe poi larga fortuna la caricatura di attori e attrici di teatro, specialmente su giornali come Pulcinella di Napoli e Guerin Meschino di Milano. Nel corso del secolo XX diviene importante l’influenza degli Stati Uniti. Nel 1925 la rivista New Yorker creò uno stile nuovo, freddo e sofisticato, e dal 1941 la collaborazione di Saul Steiberg vi apportò un contributo determinante. Altri autori, come Bosc, Sempé, Chaval, si rivolsero invece ad un linguaggio di tipo surrealista e dada. Dopo gli anni ’60, si sono avuti disegnatori particolarmente mordaci, con eccellenti qualità grafiche in Willem, Wolinski (deceduto nell’attacco a Charlie Hebdo), Forattini e Altan.

Oggi la caricatura si è diffusa nei giornali quotidiani, diventando spesso un mezzo di satira libero e indipendente. Tutti i principali giornali italiani hanno uno spazio dedicato alle vignette, ma l’elemento caricaturale non è spesso presente, limitando il raggio al “racconto” e alla satira sui potenti. Nondimeno rimane vivo il forte insegnamento dei maestri della tradizione che hanno influenzato generazioni di illustratori e vignettisti.

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