La psicologia sociale, il futuro per chi vuole studiare psicologia

L’Italia si dice sia un popolo di santi, poeti, navigatori, avvocati e da ultimo psicologi. Chi si laurea in psicologia spesso denuncia di non avere uno sbocco professionale adeguato agli studi frequentati. Eppure negli Stati Uniti d’America, la psicologia è una materia “leading”, che guida molti studi sociali e questo probabilmente avviene per due motivi.

Negli Usa le Università e i gruppi di ricerca privati sono in grado di raccogliere molti fondi e mettere in moto complessi esperimenti che vengono pubblicati poi nelle principali pubblicazioni mediche. Le riviste di settore danno ampio spazio agli esperimenti, che poi vengono ripresi dalla comunicazione “mainstream”, dando lustro e portando consensi agli studiosi, che altrimenti resterebbero isolati se non provassero che i loro studi hanno un’efficacia.

In secondo luogo c’è un interesse a creare “l’aiuto psicologico” anche quando non ve n’è bisogno. Ma soprattutto la psicologia che ha successo è quella sociale, che trova un vasto campo d’applicazione nel settore privato.

La psicologia sociale è una branca della psicologia che esamina l’impatto che hanno i comportamenti sociali e individuali nella società e nell’individuo. In sostanza studia che effetto hanno i comportamenti dei gruppi sociali sulla nostra vita e i comportamenti individuali sui gruppi sociali. Per quanto tutto ciò possa sembrare il frutto di una elucubrazione mentale, in realtà ha campi di applicazione estremamente validi, come la pubblicità, il marketing, il mondo del lavoro.

E non un caso che le università leader della West Coast americana (Berkeley, Stanford, Yale) e Princeton nella costa est abbiano conosciuto degli studi particolarmente felici e all’avanguardia nel settore.

Il campo di applicazione è estremamente vasto anche perché molte persone ricorrono a principi di psicologia sociale, senza nemmeno saperlo, e spesso subiscono gli effetti studiati da questa materia in modo inconsapevole.

Uno psicologo sociale dunque studia i comportamenti, le credenze, le attitudini e i modi di fare degli individui e dei gruppi sociali. Individua dei pattern, cioè dei tratti comuni, in modo da prevedere, confermare o smentire il comportamento individuale o di gruppo messo in moto rispetto a certe azioni. Per fare ciò lo psicologo sociale, che spesso lavora in team, ha bisogno di isolare il cosiddetto “gruppo di controllo”, per poi sottoporre a test gli altri individui spesso esaminando come esso reagisce a delle stimolazioni sociali particolari come quelle promosse da televisione, media, internet, la comunicazione di massa della politica, la pubblicità.

Il metodo scientifico è fondamentale per dimostrare una teoria. Uno dei più celebri esperimenti sul comportamento umano, fu quello dell’università di Stanford condotto dal celebre psicologo sociale Philip Zimbardo. Egli riuscì a dimostrare, in modo controverso, che gli esseri umani possono essere facilmente portati a essere violenti se hanno una posizione di controllo e di autorità all’interno di una istituzione (nel caso dell’esperimento era bastato far interpretare agli studenti la parte di aguzzini perché si comportasse esattamente come tali), smentendo molte delle teorie circa la persuasività di certe tecniche di convincimento.

La psicologia sociale è affascinante e di norma è un esame da sostenere all’interno della laurea in psicologia. A nostro parere è la branca della psicologia, insieme a quella che studia le dipendenze dalle nuove tecnologie, ad avere un futuro più roseo rispetto alla psicologia classica, perché si può estendere a molti campi, fruttuosi dal punto di vista economico, soprattutto se si ha il coraggio di mettersi in proprio e lavorare per aziende e istituzioni.

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