L’attività onirica: i sogni

Un motivo per cui la scienza si interessa tanto ai sogni è che l’attività onirica può uccidere: un incubo da infarto può letteralmente avere proprio questo effetto. Di certo, i sogni hanno guidato molte persone a prendere importanti decisioni nelle loro ore di veglia, e molti psicologi ritengono che essi siano la chiave per comprendere la nostra mente. È stato in effetti dimostrato che la privazione dei sogni durante sonno può portare a turbe della personalità.

Ovviamente, è difficile indagare direttamente sul processo onirico poiché l’unico testimone di un sogno è colui che sogna; pertanto, i ricercatori hanno dovuto ideare una tecnologia in grado di identificare rapidamente le fasi in cui si attua questo processo fisiologico, preferibilmente senza dover destare il soggetto. Per fortuna, l’attività cerebrale e somatica offre molti piccoli indizi che avvalorano la tesi che il periodo da noi trascorso dormendo sia qualitativamente diverso dalle fasi di veglia. Quando i bambini si addormentano, i loro occhi si muovono continuamente sotto le palpebre per molto tempo dopo che è sopraggiunto il sonno profondo. Anche gli adulti mostrano quesi rapidi movimenti oculari quando dormono, ma tale attività compare ad intervalli regolari, verificandosi dapprima all’incirca un’ora dopo che è sopraggiunto il sonno e poi ad intervalli di circa un’ora e mezza durante la notte. Questo processo può anche essere registrato elettricamente mediante un elettroencefalografo o ECG. Il tracciato ECG mostra come i rapidi movimenti oculari (REM) non siano affatto l’unica variazione dell’attività somatica e cerebrale che si verifica durante le ore di sonno: in realtà livelli variabile di tono muscolare, di temperatura, di frequenza del polso, di respiro e di congestione vascolare – come anche del quadro generale di attività elettrica intracerebrale – accompagnando i periodi REM per tutta la notte.

Per misurare l’attività cerebrale con un apparecchio, vengono posti sulla superficie del cuoio capelluto degli elettrodi fissati per mezzo di un gel adesivo, con aderenza posta sotto l’attaccatura dei capelli. Nella registrazione dell’attività cerebrale, l’insieme delle scariche elettriche prodotte dalle cellule degli strati esterni della corteccia forma le cosiddette onde cerebrali, che sono poi amplificate di frequenza e rese in tale modo abbastanza forti da far muovere il tracciato e rappresentarlo in maniera visibile nel display. In questo modo si misura l’attività del cervello, soprattutto nella fase REM.

Il celebre film Inception di C. Nolan studia l’interazione dei più livelli di sogno, ma purtroppo è pura fantascienza, anche se i tracciati potrebbero darci una qualche speranza di interpretarli a un livello scientifico che vada oltre le formulazioni psicologiche.

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