Leonard Cohen (1934-2016)

In questo anno particolare per la musica e lo star-system in generale dobbiamo salutare anche il grande e leggendario Leonard Cohen. Solitamente considerato insieme a Bob Dylan il principe della musica folk, Cohen ha influenzato una larga parte della cultura musicale contemporanea. In Italia, cantautori come Fabrizio De André fin dal principio lo hanno eletto a maestro, per la sua immensa capacità compositiva.

Canadese di Montreal, Cohen ha avuto una lunga carriera da protagonista della scena culturale durata almeno 50 anni e si è esibito live fino a che le forze glielo hanno permesso. Incidentalmente è morto poche settimane dopo l’annuncio del premio Nobel per Bob Dylan, lui che era stato spesso inserito tra i papabili insieme al menestrello di Duluth.

Cohen si spostò negli Stati Uniti nel pieno della scena psichedelica e della controcultura, nel 1967, cercando di realizzare il sogno di diventare un cantante-musicista importante. E in effetti con Suzanne, interpretata anche da De André, ma nel suo caso da Judy Collins, iniziò a farsi conoscere trasmettendo immediatamente quell’impronta folk caratteristica della sua produzione. Accostato fin da subito a Dylan, fu scritturato proprio dalla casa discografica del suo collega, e pubblicò il primo album nel quale mostrava in pieno le sue indubbie doti autoriali. Pur non raggiungendo il successo in termini di vendita di Dylan, la critica iniziò subito a osannarlo, diventando nei fatti un fenomeno cult ascoltato da nicchie di ascoltatori anche oltre oceano.

Negli anni ’70 la sua popolarità crebbe senza mai raggiungere punte di vendita di album paragonabili ad altri protagonisti della scena musicale, ma fu sempre attivo live, in concerti dove metteva in mostra la sua pena capacità espressiva. Negli anni Novanta ebbe un rigurgito di popolarità quando le sue canzoni furono usate per la colonna sonora di Assassini Nati, di Oliver Stone, da un soggetto di Quentin Tarantino.

Negli ultimi anni Cohen si era avvicinato al mondo del jazz, dovendo affrontare anche delle beghe personali dovute alla cattiva condotta di un consulente finanziario, che lo avrebbe privato di 5 milioni di dollari. Cohen ha vinto la causa successiva, ma non è mai riuscito a recuperare il maltolto. Per questo motivo ha dovuto prolungare la sua carriera artistica esibendosi fino agli 80 anni, nel 2014.

Tra le canzoni più famose del cantautore canadese figurano:
Suzanne del 1967, presente anche in una versione italiana di De André.
Hallelujah del 1975 di cui esiste una celebre versione di Jeff Buckley
Sisters Of Mercy del 1967
Everybody Knows del 1975 una canzone insolitamente pop marchiata a fuoco dalla voce profonda di Leonard.
Closing Time con cui entra negli anni ’90, dal tocco commerciale.

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