Muse: alla scoperta del pianeta

Ha appena festeggiato il primo anno di attività con una giornata di eventi speciali e l’inaugurazione di un nuovo spazio. Oltre 500 mila visitatori in pochi mesi sono un risultato motto positivo, considerando la posizione geografica e le dimensioni della città.

Alla scoperta del museo Muse

Si parla del MUSE, il Museo delle scienze di Trento, aperto e luglio 2013 a pochi passi dal centro della città e dalla stazione ferroviaria (una volta scesi dal treno, raggiungerlo in autobus non è però immediato: per chi può permettersela, meglio una bella passeggiata). Dodicimila metri quadrati di esposizioni permanenti, spazi per mostre temporanee, aule
didattiche laboratori di ricerca, biblioteche. E naturalmente un bar.

L’edificio, progettato da Renzo Piano, fa parte di un’ex area industriale ora riqualificata. Un grande prato accoglie i visitatori, le Alpi fanno da sfondo. E proprio alle montagne è spirata la struttura, che ambisce a inserirsi con armonia nel paesaggio in cui è immersa. Pieni e vuoti si alternano nel profilo esterno, le superfici in vetro riflettono cime, nuvole e cielo e ci si dimentica abbastanza in fretta dell’autostrada che scorre poco lontano.

Tra natura e tecnologia: il mondo visto dalle Alpi e dal Trentino

L’ambiente alpino Gioire e la storia ispirano anche il percorso dell’esposizione. Un ascensore ci porta sulla terrazza al quinto piano da cui si dove una vista sulle montagne e, guardando in basso, sui piani inferiori dello stesso museo, che si allargano man mano che si scende. Dai ghiacci sulle vette dei quarto piano si passa alla biodiversità alpina del terzo, per esplorare poi la geologia delle Dolomiti al secondo e la Preistoria delle Alpi al primo.

Il piano terra è dedicato alle postazioni interattive dove si può giocare con i fenomeni fisici e toccare la scienza con le mani. Da luglio il piano terra ospita anche “Maxi Ooh”, uno spazio dove i bambini tra 0 e 5 anni possono scoprire la scienza attraverso i sensi. Il piano interrato infine è dedicato alla vita: attraverso i fossili – il MUSE ospita uno dei più grandi archivi a livello europeo di orme fossili di rettili paleozoici e mesozoici e di dinosauri – si racconta la storia dell’evoluzione, dalle prime forme di vita alla comparsa dell’uomo, per arrivare alla scoperta del DNA come archivio di tutta la biodiversità.

Tutti i piani si affacciano su un grande spazio che unisce i diversi livelli, occupato da esemplari della fauna locale passata e presente, dai rettili volanti agli uccelli d’alta quota, che galleggiano sospesi in aria. La disposizione verticale degli animali riflette quella dell’altitudine alla quale vivono le diverse specie.

Il gioco di volumi pieni e vuoti si ripete all’interno e permette allo sguardo di passare dal dettaglio di un exhibh – un reperto archeologico e uno schermo interattivo – alla visione di insieme dell’intero museo. Allo stesso modo, man mano che si procede nella visita, si avverte molto forte il continuo rimando tra presente e passalo, e tra punto di vista locale e globale. Alpi e Trentino sono sempre presenti, ma il territorio locale serve anche come punto di partenza per un viaggio alla scoperta del pianeta e della storia dell’uomo.

Le avventure tra i ghiacci dei primi esploratori sono affiancate dalle moderne tecniche di ricerca giaciologica. L’analisi del paesaggio alpino e della sua biodiversità rendono conto della varietà della natura – che cambia con la geografia e le stagioni – e delle strategie evolutive che gli animali hanno sviluppato adattandosi all’ambiente.

L’altro elemento costante è la presenza umana e l’interazione dell’uomo con la natura e il paesaggio. Nel percorso del MUSE anche la relazione tra tecnologia e ambiente attraversa i millenni e i confini geografici. Il messaggio che si ricava è chiaro: l’uomo da sempre trasforma il paesaggio a proprio uso e consumo per vivere e prosperare, ma deve farlo nel rispetto della natura e tenendo conto delle conseguenze, anche catastrofiche. che per primo rischia di subire.

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