Quali libri leggere per migliorare la scrittura

libri per scrivere meglio

Leggere aiuta a scrivere, indubbiamente. Prendere dimestichezza con la lettura aiuta a migliorare e aumentare il proprio armamentario lessicale. Purtroppo oggi si legge sempre più male. La scrittura sul web è giornalistica ed essenziale, limitata a pochi lemmi. La varietà linguistica e semantica è limitata e si finisce per abusare di avverbi ed aggettivi, che appesantiscono la lettura. Imparare parole per definire non coinvolge solo l’aspetto pratico della scrittura, ma consente a chi ci legge di immergersi a fondo nel nostro modo di scrivere. Non a caso, si dice dei romanzi imperdibili che creano un mondo tutto loro.

Ma esiste una lista di scrittori o di libri da leggere per migliorare la scrittura? Direi di sì, se per migliorare la scrittura significa “scrivere meglio un romanzo”, “imparare a scrivere bene”.

3 consigli per scrivere meglio

  1. Scrivere bene non è solo una questione di “mettere insieme le parole”. Bisogna farsi capire ed essere sicuri che ciò che intendiamo, sia rappresentato in modo corretto dalle parole utilizzate. Un concetto rimane nella testa finché non lo esprimiamo, ma avete mai provato a trascrivere i vostri pensieri ad alta voce? Spesso sono sconnessi perché ci preoccupiamo che siano comprensibili a noi. Articolare un pensiero è ancora più complicato. Immaginate poi di voler scrivere un racconto o un romanzo: il concetto deve farsi precedere dal racconto ed è un altro paio di maniche.
  2. Scrivere bene implica non solo l’utilizzo di una scrittura sfumata, comprensibile a vari livelli, ma anche l’adesione a un registro stilistico. Se leggete oggi un romanzo di inizio ‘900 vi renderete conto che abbonda molto di descrizioni visuali, questo perché le persone non avevano i mezzi audiovisivi di cui disponiamo oggi. Quando leggete un romanzo oggi è molto facile inventarsi un viso per il protagonista, anche se lo scrittore non vi ha mai fatto menzione. Senza descrizione fisica, la nostra mente comunque se lo immagina. Colpa, o merito, della televisione e del cinema che ormai ci hanno abituato a dare volti a personaggi immaginari. Spesso gli attribuiamo anche un tono di voce. La bravura dello scrittore nel generare questa sospensione di credulità è determinante per scrivere bene.
  3. Per scrivere bene non basta leggere i manuali di scrittura creativa o frequentare un corso. Potreste solo essere interessati a voler scrivere bene per diventare giornalisti e raccontare fatti. La scrittura creativa insegna i trucchi del mestiere (crafting) per scrivere un romanzo che funzioni: il protagonista che deve superare una prova e cresce nel tempo, gli ostacoli sempre più grandi, le trame già abbondantemente sperimentate, i cliché da evitare, come coinvolgere il lettore creando un personaggio vivo. Tutto giusto. Però per scrivere meglio è necessario leggere scritti di alta qualità. Non giornalismo, né pubblicazioni scientifiche, né tantomeno siti web, ma romanzi di narrativa contemporanea.

Quali libri scegliere per scrivere meglio

Sulla scrittura di Stephen King (On Writing) il noto autore americano ci spiega i segreti dello scrivere un romanzo, parlando di sé e del suo modo di intendere la scrittura. I suoi consigli sono noti agli appassionati:

  • Non usare troppi avverbi
  • Non farti intrappolare dalla prima bozza
  • Non usare mai la forma passiva
  • Non farti distrarre da cose come la TV (aggiungiamo smartphone oggi)
  • La tua bozza non deve mai superare i tre mesi, altrimenti non lo concluderai mai
  • Meglio se hai una famiglia e se stai bene di salute
  • Procedi per piccoli passi
  • Uccidi i personaggi che ti sono cari
  • Scrivere ti deve rendere felice
  • Leggi, leggi, leggi

Per quanto riguarda i romanzi da leggere

Io consiglio di leggere molta narrativa americana o anglosassone contemporanea, nelle traduzioni italiane, perché sono storie che raccontano il quotidiano e quindi forniscono degli strumenti per interpretare e descrivere la realtà che saranno utilissime quando vi cimenterete nella scrittura.

Ad esempio, i romanzi di Jonathan Franzen offrono un mix di trame familiari e ricchezza lessicale, da far impallidire i classici. David Foster Wallace è come una Santa Barbara di munizioni. Leggetelo, se ci riuscite, e avrete in bocca centinaia di nuove parole-.

Lo stesso vale per i romanzi di Philip Roth, Ian McEwan e il francese Michel Houellebecq. Tra i classici contemporanei e moderni vale la pena leggere Dostoevsky, Kafka, Milan Kundera, Henry Miller, Alice Munro, Murakami, Gadda, Pavese, Calvino.

Ammaniti, Paolo Giordano, Alessandro Piperno ed Elena Ferrante, tra gli autori più acclamati nel panorama italiano, sono utili per capire come si costruisce una storia. Il primo, per esempio, ha l’abitudine di far procedere due-tre storie separate e poi riunirle alla fine.

Infine leggete Shakespeare. Perché? Perché il “dramma”, la storia, si snoda sempre intorno a un nucleo centrale, dove ruotano i sentimenti e le biografie dei personaggi. Scatena le emozioni e avrai un personaggio vero. Metti due emozioni contrapposte intorno allo stesso nucleo e avrai un conflitto. Carica i personaggi di difetti e avrai delle persone vere.

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