Quali sbocchi dopo il liceo classico

Sbocchi dopo il classico

Negli ultimi anni le iscrizioni al liceo classico si sono impennate. La riscoperta di questa particolare scuola superiore (detta anche scuola secondaria di secondo grado) è dovuta a vari fattori, non ultimo la moda. Ma è sicuro che il liceo classico, da sempre, nella formazione umanistica dei ragazzi italiani, ha avuto un’enorme influenza e possiede un’aura di nobiltà nemmeno scalfita dal tentativo di trasformare la scuola in un laboratorio delle professioni.

Qualunque sia stata la scelta all’origine delle iscrizioni al liceo classico, un dato rimane certo negli anni: il classico va completato con l’università perché in genere, se nasce l’amore per lo studio delle materie umanistiche, queste consentiranno di occupare una posizione lavorativo, solo completando gli studi all’università, in materie collegate.

I vantaggi di studiare il classico per l’università

Il punto di forza del liceo classico è quello di formare la mente verso la critica ragionata, la ricerca e l’analisi. Infatti, che proviene dal classico, dovrebbe aver maturato l’utilizzo di strumenti di analisi semantica e fattuale abbastanza elevati dal permettergli di frequentare qualsiasi università.

In tanti sono convinti che chi studia il classico debba orientarsi poi verso le materie umanistiche, invece la conoscenza di lingue classiche come il greco e il latino può risultare utile e indispensabile in materie apparentemente slegate dal contesto di insegnamento.

Giurisprudenza ad esempio, ma anche matematica e soprattutto medicina e scienze naturali (pensiamo solo ai nomi delle piante, delle medicine, dei principi attivi, della farmacopea quasi tutti derivati da latino o greco). Certo, il liceo scientifico diventa una scuola particolarmente concorrenziale in questi casi: fisica, matematica, geometria, analisi, trigonometria, chimica si prestano ad una mente più scientifica, ma è una separazione che può essere annullata maturando. La scuola superiore può aiutare ad appassionarsi a una professione, ma spesso ha poco a che fare con quello che si farà nel futuro. Si maturano idee e convinzioni alla fine del percorso di studi (la maturità).

Cosa fare dopo il liceo classico

La situazione dell’offerta lavorativa è quella che è per cui gli sbocchi lavorativi sono molto limitati. Ovviamente se c’è un concorso aperto al diploma, il classico, se la materia non è tecnica, consente di partecipare. Ma la verità è che il classico si fa per conseguire poi una laurea. Questo è vero oggi, ma era vero anche 30 anni fa quando c’era più lavoro per i semplici diplomati.

In sostanza la scelta si riduce a un’unica domanda.

Quale facoltà universitaria scegliere dopo il liceo classico?

È vero che il Classico dà la marcia in più per affrontare determinati corsi universitari? Sì e no, ma rischia di rimanere un discorso classista.

Tra le facoltà che si possono scegliere senza problemi ci sono:

  • Lettere classiche e moderne
  • Storia e filosofia
  • Giurisprudenza
  • Scienze Politiche
  • Psicologia

Facoltà che si distanziano nel piano di studi

  • Economia
  • Ingegneria
  • Architettura
  • Medicina
  • Matematica
  • Biologia
  • Farmacia (CTF)

Alcuni corsi triennali come

  • Corsi di infermieristica
  • Logopedia
  • Cinematografia

Il limite in fondo non c’è, ma avere una formazione scientifica aiuta in tutti quei casi in cui la matematica è preponderante. Per cui se il tuo sogno, prima di iscriverti alle scuole superiori, è quello di lavorare in ambito scientifico probabilmente il liceo omonimo è la scelta migliore. Il liceo scientifico è una scuola superiore di alta formazione come il classico, ma rappresentando un mix tra quest’ultimo e le scuole a indirizzo tecnico.

In particolare lo scientifico ha lo scopo di indirizzare lo studente nello studio di matematica, analisi, trigonometria, chimica, fisica, biologia, scienze astronomiche e disegno tecnico.

Quali facoltà NON scegliere

Se c’è la passione delle lingue straniere, apparentemente la scelta di studiare Lingue appare la più sensata. Ma credimi, non troverai quasi nessuno che uscendo da Lingue e Letterature Straniere sappia padroneggiare una lingua straniera nel parlato quotidiano. Questo perché – come suggerisce appunto il nome del coso universitario – ci si focalizza principalmente su tomi di letteratura per altro scritti in una lingua alta o desueta.

Se si vuole imparare una lingua straniera è bene avere qualcuno con cui farlo e impegnarsi nella conversazione costante. E leggere libri moderni, scritti da scrittori contemporanei.

Se non sei portato per la matematica è inutile intestardirti. Il piacere della matematica arriva da ragazzo, e può sbocciare anche al Liceo Classico, però se non sboccia, se hai trovato difficoltà e hai voti sensibilmente più bassi rispetto alle materie umanistiche, meglio concentrarsi sulle facoltà più affini.

Per le menti scientifiche che scoprono il valore della ricerca sperimentale, dell’empirismo, non certo estranei allo studio della filosofia e dei classici greci e latini, il Classico è tutt’altro che sconsigliato e anzi può sfociare proprio nell’iscrizione in un corso di laurea tecnico, ammesso però di essere pronti ad affrontare esami che nulla hanno a che fare con quanto studiato durante i 5 anni al Classico.

L’orientamento migliore rimane quello verso materie nelle quali lo spirito critico imparato al Classico può essere messo a frutto: le materie umanistiche a scopo di insegnamento o ricerca scientifica all’interno dell’ateneo o quelle che portano all’apprendimento di un insegnamento concettuale. L’ambito medico – sebbene complicato – è un classico terreno nel quale mettersi in gioco. Se l’atmosfera del Classico ha instillato l’amore per la critica, la ragione, studi come Giurisprudenza ed Economia stimolano la mente e hanno sbocchi lavorativi interessanti, sia nell’ambito della libera professione, sia come dipendenti di aziende ed enti pubblici.

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