Quali sbocchi offre una laurea in sociologia

Oggigiorno le lauree nelle materie umanistiche non vengono giudicate bene: per alcuni sono del tutto inutili, perché pur dotando lo studente di una certa conoscenza, non gli fornisce gli strumenti adatti a trovare lavoro in una economia che cambia a tutta velocità e che si presta più alla tecnica e alla tecnologia.

È vero che l’automazione sta subentrando anche nei lavori di concetto e che c’è maggior domanda di tecnici, ma ci sono alcune lauree umanistiche destinate a durare per tempo. Tra le materia umanistiche le scienze sociali, in particolare la sociologia, sono destinate a recitare un ruolo da protagoniste nella gestione delle risorse umane. Questo fattore è tanto più importante rispetto al fatto che assistiamo a sconvolgimenti degli assetti tradizionali delle società, non più fondate sui valori conservatori, o meglio, disponibili a rivederli se non a subire vere e proprie rivoluzioni.

Pensate all’Italia secolare del nostro tempo: la religiosità si pensa che sarà maggiore nelle famiglie di immigrati anziché in quelle italiane. La forza lavoro sta cambiando: i giovani fanno fatica a entrare nelle compagini lavorative e si devono letteralmente inventare delle professioni.

La sociologia può aprire le porte in aree molto particolari e rilevanti come quelle sui diritti umani, i comportanti dei singoli in ambienti diversi dalla loro estrazione sociale, l’integrazione tra i popoli, il problema dell’integrazione razziale e dei ceti che aspirano a condizioni di vita migliori, nonché l’assistenza sociale agli anziani nei paesi molto sviluppati, dove c’è un’alta aspettativa di vita.

In genere un corso di laurea in sociologia, in Italia, ha la durata di tre anni ed è una base di partenza per specializzarsi nel biennio successivo, scegliendo un percorso che si adatti alla propria personalità. I sociologi o studiano dati o studiano persone (o entrambe): la mediazione culturale ad esempio non può prescindere dallo studio e dall’analisi dei dati di riferimento dei flussi migratori, ma anche guardare al singolo individuo, mettendo in gioco le proprie capacità. Criminologia, che è una materia piuttosto in voga per via della pubblicità fornitagli da tanti programmi televisivi, può essere intrapresa per profilare individui e gruppi sociali. Non mancano campi nei quali l’applicazione è più focalizzata e tradizionale, come la gestione dei rapporti interreligiosi, ma ci sono nuovi sbocchi: l’ambiente, la gestione dei rifugiati, le risorse umane nelle grandi aziende.

Il nostro consiglio, come per la psicologia, è quello di applicare il proprio sapere a nicchie professionali specifiche. Uno psicologo tradizionale ha sicuramente meno lavoro di uno psicologo sociale che affianca un’agenzia pubblicitaria, nella determinazione di adeguate tecniche di vendita e di promozione. Allo stesso modo il sociologo, a parte la difficile carriera accademica, deve trovare un proprio ambito di studio, che abbia una rilevanza molto particolare, che possa insomma lavorare tanto con i privati, quanto con le strutture pubbliche, in modo da porsi come esperto ed essere chiamato ogni volta che ve ne sia il bisogno.

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