Quali sbocchi professionali ha un laureato in giurisprudenza (legge)

sbocchi professionali laurea in giurisprudenza

Laurearsi in giurisprudenza nel 2017 o 2018 conviene ancora? Chi sogna di diventare avvocato ci deve credere o deve rinunciare? Che sbocchi lavorativi offre una laurea in giurisprudenza?

La laurea magistrale in giurisprudenza offre una preparazione completa nell’ambito delle discipline giuridico-amministrative. Con adeguati piani di studio può essere indirizzata nell’ambito fiscale-tributario ed economico. Oppure preferire un impianto civilista o penale, se si vuole diventare avvocati. Fino a 20 anni fa non c’è dubbio che fosse una laurea prestigiosa, soprattutto se conseguita in determinati atenei con una grande tradizione. Anche se va detto, che fin dagli anni ’80 veniva vista come una sorta di palliativo nel momento dell’indecisione all’uscita dalle scuole superiori. Colpa anche del mancato orientamento delle scuole secondarie, che è uno dei mali del nostro paese. A parte queste considerazioni, un corso di laurea magistrale è completo, prepara adeguatamente per delle professioni delicate, che servono alla nostra società e alla comunità. Probabilmente, il “problema della laurea in giurisprudenza” dipende dall’eccesso di avvocati, che non trova eguali in nessun altro paese occidentale. E soprattutto dal fatto che esercitare l’avvocatura ha dei costi di “inizio attività” che non tutti i giovani avvocati sono disposti ad affrontare. Come mi ha riferito un amico avvocato, 45enne, che ha appena acquistato un grande studio: “è una professione che ci devi credere, ti deve piacere e devi essere disposto a sacrifici, altrimenti vedi sempre e solo i lati negativi”.

Lo sbocco professionale: le professioni legali

Bisogna distinguere tra laurea triennale che, a nostro parere, è molto generoso definire laurea e laurea specialistica (la vecchia magistrale) che conferisce il titolo di dottore in legge e abilita immediatamente all’esercizio dell’avvocatura e delle altre professioni (una volta passati gli esami di stato e dopo il tirocinio).

Diventare Avvocato

In campo penale o civile. Quest’ultimo settore dà ampie possibilità di specializzazione, si può diventare avvocati esperti nel diritto di famiglia (separazioni, alimenti, affidamento, successioni) oppure nella privacy (internet, le nuove forme di comunicazione). O ancora specializzati in diritto amministrativo per lavorare a fianco delle imprese o delle pubbliche amministrazioni per ricorsi, pareri, consigli. Spesso ci si figura la professione dell’avvocato per come la vediamo nelle serie TV e nei film americani, ma in Italia è differente, anche se con la riforma del 1988 è stato inserito il modello accusatorio, per cui l’avvocato può anche svolgere indagini difensive.

Si diventa avvocati dopo aver passato l’esame di stato, preceduto da due anni di tirocinio presso uno studio legale, che si svolge nel “foro” di residenza del praticante. La pratica come si sa è gratuita e al massimo si può aspirare a un rimborso spese.

L’esame di stato è complicato: è composto da tre prove scritte che consistono nella redazione di due pareri motivato, uno civile e l’altro penale, infine nella redazione di un atto giudiziario che dimostri il possesso delle conoscenze su un particolare quesito.

Passato lo scritto si può accedere alla prova orale: si discutono delle questioni dedicate ad almeno 5 materie scelte in un vasto campo delle materie tipiche della laurea in giurisprudenza. Si fanno domande anche sulla deontologia e sulla pratica forense.

Diventare Notaio

Una professione prestigiosa che per certi versi viene ritenuta superata in quanto trova la sua origine nei vecchi stati centralizzati, nei quali era necessario un continuo controllo delle proprietà effettuato mediante atto pubblico. Come l’avvocatura il notariato richiede il superamento di un esame di stato, ma il numero dei notai è sostanzialmente “chiuso” e predeterminato secondo criteri demografici. La professione è tra le più pagate, ma è veramente difficile diventarlo in quanto la disponibilità di posti dipende da un concorso pubblico.

Diventare Magistrato (giudice o pubblico ministero)

La magistratura non è una professione autonoma, in quanto i magistrati sono dipendenti del ministero di grazia e giustizia. Per accedere non basta la laurea in giurisprudenza, ma bisogna frequentare anche la Scuola di Specializzazione per le professioni legali (che nel caso dell’avvocatura sostituisce il tirocinio).

La prova scritta è divisa in tre atti e il candidato deve dimostrare la conoscenza su una serie di materie fondamentali. Il giudice e il pubblico ministero amministrano la giustizia per conto dello stato, devono essere pertanto molto preparati e non incorrere in errori che potrebbero avere pesanti conseguenze sul destino dei cittadini. A differenza dell’avvocatura, il tirocinio si fa dopo aver passato il concorso, facendo l’uditorie giudiziario. Il tirocinio viene pagato. In seguito si diventa magistrato, inquirente o giudicante.

Gli sbocchi alternativi: trovare lavoro da laureato in legge

La preparazione in diritto dà indubbiamente delle opportunità che altre lauree non possiedono. Sia come libero professionista, sia come dipendente della pubblica amministrazione o del settore privato.

Consulente del lavoro

Si occupa di gestire tutti i contratti lavorativi, all’interno di un’azienda, nonché di curare gli aspetti fiscali e contributivi. Può fornire pareri in qualità di perito e lavorare come professionista occupandosi di aziende e privati.

Diplomatico

Professione delicata che consente di viaggiare, vi si accede tramite concorso e si deve essere in possesso di una laurea, tra cui quella in giurisprudenza. Necessaria la conoscenza di due lingue straniere.

Funzionario (dirigente o impiegato) PA

La laurea costituisce spesso motivo preferenziale e indispensabile per poter partecipare a determinati concorsi nell’ambito della pubblica amministrazione.

Impiegato assicurazioni e banche

Come impiegato e per fare carriera all’interno di questi settori come dirigenti (ben pagati).

Insegnamento

Con la laurea specialistica integrando gli esami per poter accedere ai concorsi per l’insegnamento, dapprima come supplente poi passando di ruolo (verificare i titoli qui: http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/PRTA-TitoliAccesso/caricatitoli.action). Bisogna aggiungere determinati crediti.

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