Studiare all’estero, vantaggi e svantaggi

Studiare all’estero viene sempre presentata come una situazione di privilegio, ma è vero che con l’Unione Europea, chi ha voglia di darsi da fare, trovare un lavoro per studiare fuori e mantenersi, le scelte non mancano. Le opportunità dipendono dalle capacità economiche, ma studiare all’estero a volte, dal punto di vista della spesa, non è differente che per un fuori sede di una zona del sud studiare nel Nord Italia. I costi dipendono dalle città, ma in generale le città universitarie, soprattutto le città medio-grandi sono attrezzate per ospitare studenti di tutte le tasche. Non per forza bisogna vivere da soli, anzi, cercare un flatmate (compagno di stanza) spesso è il primo passo per cementare la propria carriera universitaria all’estero.

Perché c’è voglia di studiare fuori?

Anzitutto potrebbe esserci un mero bisogno formativo: sfortunatamente per il nostro paese solo pochi atenei sono in grado di reggere il passo con le prestigiose università straniere presenti in paesi come la Svizzera, la Germania, la Francia, il Regno Unito e gli Stati Uniti. Spesso però i giovani sono mossi dalla voglia di fare esperienze complete, magari dopo aver scoperto un paese o una città in seguito all’esperienza dell’Erasmus, che spesso rappresenta la molla per prendere una decisione definitiva. Qualunque sia il motivo esistono dei vantaggi e degli svantaggi.

Studiare all’estero, pro e contro

Vantaggio: si conoscono nuove persone. I social hanno letteralmente azzerato le distanze tra le persone e permettono di farsi nuove amicizie, ma il buon vecchio contatto umano non è stato superato. Studiando fuori si conoscono nuove persone, ci si incontra per lo studio e si organizza la vita sociale al di fuori di esso. Non mancano forti legami che durano per una vita e che arricchiscono.

Contro: la solitudine. Farsi nuovi amici non è sempre facile. Oltre alla barriera della lingua, c’è quella dell’estraniamento culturale. Siamo catapultati in un paese con usanze differenti in ogni ambito dell’esistenza: dall’abbigliamento al modo di pensare, dal cibo allo stile di vita. Gli italiani poi sono per definizione mammoni, il che implica che condividono e tramandano lo stile di vita dei loro genitori, molto protettivo. All’inizio è molto difficile adattarsi e c’è il rischio di non riuscire a fare amicizia. Aiuta molto scegliersi un compagno di studi oppure frequentare qualche attività di contorno alla didattica.

Vantaggio: una migliore offerta formativa per il futuro. Se si studia presso un’università che conferisce un titolo di studio di peso, da far valere nel curriculum, l’esperienza avrà sicuramente un coronamento positivo. Non va mai dimenticato che si studia per ottenere un lavoro. Gli studi sociologici in materia dimostrano che chi ottiene titoli di studio più importanti, guadagna di più.

Contro: anche se il nostro paese è molto caro, ci sono realtà meno abbordabili all’estero. Anzitutto bisogna considerare che i costi potrebbero essere diversi. Città come Londra sono carissime ad esempio, ma in generale l’estero per un italiano è molto impegnativo, fintanto che parliamo di paesi appartenenti al mondo occidentale. Costano meno altre cose, ma se potete permettervi un soggiorno a Milano, per dire, dovete aspettarvi gli stessi costi anche fuori. Quindi alla fine è una questione di priorità. I costi sono alti finché non si capisce come vivere sapendo risparmiare.

Vantaggi e svantaggi esistono anche nell’adattamento alle norme di vita e alle leggi di un altro paese. L’italiano è in genere disordinato, riottoso ad ubbidire alle leggi, abbastanza facilone per quanto riguarda i rapporti umani. Verso gli italiani, gli stranieri provano un misto di ammirazione e disprezzo. Ammirano la nostra capacità di adattamento e il fatto che siamo solari, inclini al contatto umano, diretto, gioviali. Ammirano la semplicità dei modi e il fatto che siamo di compagnia. Non ammirano la nostra totale indisciplina, il caos, l’incapacità di soggiacere a norme comuni. Imparando queste si ottiene il rispetto delle persone e del paese che ci ospita, soprattutto essendo inflessibili per quanto riguarda gli orari e gli impegni (siamo tutto tranne che dei maestri della puntualità). Di converso, adattandoci a ciò che richiede un paese straniero tendiamo a maturare, a fare esperienze di vita utilissime nel mondo del lavoro. Ci aiuta a essere più tolleranti, meno schiavi delle nostre pessime abitudini e quindi in definitiva diventare delle persone migliori.

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