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Firma appello "Più Cultura per lo Sviluppo"
Mercoledì 30 Gennaio 2013 22:11

APPELLO DELLA COALIZIONE

“ABBRACCIAMOLACULTURA”



PIU’ CULTURA PER LO SVILUPPO

La cultura è un bene comune e un diritto inalienabile dei cittadini. Merita e deve acquisire un grande rilievo, più che mai necessario nel tempo della crisi, nell’agenda politica di un paese come l’Italia. Custodiamo uno straordinario patrimonio storico, culturale, paesistico, con enormi potenzialità di crescita economica e sociale. Proprio nella valorizzazione di questa immensa ricchezza l'Italia può costruire una strategia di sviluppo equo e sostenibile, per l’oggi e per il futuro. Questa ricchezza ci connota nel mondo e può permettere di attrarre nuove energie e nuovi investimenti.

L’accesso, la fruizione e la conoscenza aperti a tutti, in modo equo, la promozione della partecipazione dei cittadini sono le condizioni per un humus culturale fertile, diffuso, intimamente connesso al territorio.

Il lavoro è essenziale per valorizzare il passato e il presente della nostra cultura e assicurarle il futuro. Abbiamo professionalità e saperi che non devono essere dispersi, che devono crescere e sempre più qualificarsi, che vanno riconosciuti e tutelati.

La Repubblica, nell’insieme delle sue istituzioni, deve dare orientamento e direzione alla governance della tutela e della valorizzazione, e garantire la libertà della produzione culturale.

Quello che l'appello “PIU’ CULTURA PER LO SVILUPPO” si propone è di fare della cultura una scelta strategica per il futuro, un orizzonte per una comunità più consapevole della propria storia, della propria identità, della capacità di promuovere creatività e innovazione.

Chiediamo alle forze politiche che si candidano a governare il Paese di assumere l'impegno a considerare la valorizzazione del patrimonio storico, culturale e paesistico italiano una priorità nazionale.

In particolare la Coalizione chiede alle forze politiche un impegno straordinario sui seguenti temi:

• cultura materia prima italiana:

utilizziamo solo una parte della “risorsa cultura” presente in Italia, a volte le occasioni si disperdono, le opportunità ci sfuggono. Occorre un sistema partecipato di programmazione pluriennale integrata, che possa contare su un ciclo di investimenti produttivi, capaci di esprimere una reale domanda di lavoro qualificato. Per fare programmazione per la cultura serve una cultura della programmazione, interdisciplinare che faccia dialogare i diversi livelli istituzionali;

• cultura = lavoro:

è necessario che il lavoro per conservare, valorizzare, promuovere, gestire i beni e le attività culturali disponga di un convinto sostegno, di riconoscimento, in termini sia professionali che di stabilità e diritti. E’ necessaria la formazione continua degli operatori, che accompagni un progressivo ricambio generazionale. Occorre riconoscere e valorizzare le competenze necessarie allo svolgimento di attività ad alta specializzazione professionale. Insieme si devono affermare le necessarie garanzie normative e retributive per il lavoro nei settori culturali. Per poter operare nei settori culturali le imprese devono essere dotate di qualità tecnologica, professionale, e di dimensione adeguata;

• apprendimento permanente e partecipazione attiva:

occorre promuovere la partecipazione attiva dei cittadini alla fruizione delle opportunità culturali, alla definizione delle scelte e degli obiettivi e all’elaborazione dei piani strategici che coinvolgono gli specifici territori. La scuola pubblica e l’università hanno e sempre più devono avere un ruolo fondamentale per far maturare linguaggi e strumenti utili all’accrescimento culturale. Una collettività che apprende, riscoprendo bellezza e creatività, terrà viva l’offerta culturale. I beni comuni tangibili e intangibili, cardini della crescita e dell’educazione di una civiltà, devono essere accessibili come componenti essenziali della qualità ambientale e sociale;

• risorse attivabili:

investire risorse pubbliche, portandole almeno alla media europea, è una buona scelta per lo sviluppo. Risorse che non devono essere disperse in rivoli separati e privi di trasparenza, senza una visione strategica, come troppo spesso avviene. E’ invece indispensabile cogliere le priorità strutturali e le opportunità offerte dalle vocazioni territoriali, per orientare sinergicamente anche le disponibilità di parte privata.

Per questo insieme di ragioni e obiettivi la coalizione “Abbracciamo la cultura” invita le cittadine e i cittadini a sottoscrivere e sostenere l'appello “ PIU’ CULTURA PER LO SVILUPPO” per rivolgerlo alle forze politiche che si candidano a governare il Paese.

Primi firmatari:

Susanna Camusso
Paolo Beni
Vittorio Cogliati Dezza
Federico Oliva
Tsao Cevoli
Alessandro Pintucci
Francesca Duimich
Carla Accardi
Bruno Cagli
Andrea Camilleri
Filippo Coarelli
Francesco Ernani
Ugo Gregoretti
Paolo Leon
Piergiorgio Odifreddi
Antonio Pappano
Giorgio Parisi
Giulio Scarpati
Ettore Scola
Paolo Virzì

Per adesioni scrivere a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

*”Abbracciamo la cultura è una coalizione di soggetti collettivi attiva dal 2010, espressione della società civile, del lavoro dipendente, delle professioni in campo culturale e del mondo per il quale beni ed attività culturali rappresentano un impegno professionale e un diritto sociale irrinunciabile. Nella fase di avvio della Coalizione hanno aderito oltre 100 sigle tra cui:AGENQUADRI – AIB (Associazione Italiana Biblioteche) - ANA (Associazione Nazionale Archeologi) - ARCI - Assotecnici (Associazione Nazionale dei Tecnici per la tutela dei beni culturali, ambientali, paesaggistici) - AUSER - CGIL – CIA (Confederazione Italiana Archeologi) - FEDERAGIT (Guide Turistiche Confesercenti)- FIteL (Federazione Italiana Tempo Libero) - IA.CS (Italian Association of Conservation Scientists) - IAML Italia (Associazione Italiana delle Biblioteche, Archivi, Centri di documentazione musicali)- INU (Istituto Nazionale d’Urbanistica) – LEGAMBIENTE

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Più Cultura per lo Sviluppo - Conferenza Stampa il 24 gennaio 2013
Lunedì 14 Gennaio 2013 11:32

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Abbracciamo la Cultura vi invita a

PIU’ CULTURA PER LO SVILUPPO

24 GENNAIO 2013

ore 11.30 – 13.00

CGIL - Corso d’Italia, 25 – Roma

Conferenza stampa

di presentazione delle proposte della coalizione “Abbracciamo la Cultura”

in vista delle elezioni politiche 2013

Perché Pompei e Venezia, emblemi del patrimonio culturale italiano, si sbriciolano? Perché l’Italia non raggiunge gli obiettivi minimi di spesa del programma "attrattori culturali" e deve restituire 33 milioni di euro all'Unione Europea? Perché i talenti artistici e professionali del nostro Paese non riescono ad avere un’occupazione che permetta di sopravvivere? Perché cinema, teatri, biblioteche ogni anno vengono chiusi per mancanza di personale e di risorse?

La coalizione Abbracciamo La Cultura *, nata per rispondere alle difficoltà dei settori che riguardano la formazione, la ricerca, la tutela, la promozione, la valorizzazione dei beni e delle attività culturali, lancia un appello rivolto alle forze politiche, affinché si impegnino ad adottare, con atti concreti, una strategia sulla CULTURA, quale elemento inderogabile per lo SVILUPPO.

La proposta verrà presentata da:

Francesca Duimich - Federagit-Confesercenti Guide Turistiche
Simone Ombuen – INU-Istituto Nazionale Urbanistica
Nicola Nicolosi – CGIL
Carlo Testini – ARCI
Vanessa Pallucchi – Legambiente

Sono invitati i componenti delle Commissioni cultura di Camera e Senato e i responsabili della cultura dei maggiori partiti politici presenti in Parlamento. Inoltre sarà presente un esponente del grande partito degli astensionisti.

*Abbracciamo la cultura è una coalizione di soggetti collettivi attiva dal 2010, espressione della società civile, del lavoro dipendente, delle professioni in campo culturale e del mondo per il quale beni ed attività culturali rappresentano un impegno professionale e un diritto sociale irrinunciabile. Nella fase di avvio della Coalizione hanno aderito oltre 100 sigle tra cui: AGENQUADRI – AIB (Associazione Italiana Biblioteche) - ANA (Associazione Nazionale Archeologi) - ARCI - Assotecnici (Associazione Nazionale dei Tecnici per la tutela dei beni culturali, ambientali, paesaggistici) - AUSER - CGIL – CIA (Confederazione Italiana Archeologi) - FEDERAGIT (Guide Turistiche Confesercenti)- FIteL (Federazione Italiana Tempo Libero) - IA.CS (Italian Association of Conservation Scientists) - IAML Italia (Associazione Italiana delle Biblioteche, Archivi, Centri di documentazione musicali)- INU (Istituto Nazionale d’Urbanistica) – LEGAMBIENTE

L’iniziativa sarà anche trasmessa in video streaming anche sui siti delle organizzazioni aderenti

 
APPELLO per I'ISTITUTO CENTRALE per i BENI SONORI e AUDIOVISIVI (ICBSA).
Mercoledì 18 Luglio 2012 14:19

Carissime, carissimi, vi invitiamo ad aderire come singole organizzazioni a questo importante Appello!
Per la Coalizione Abbracciamo la Cultura
Marco Broccati, Margherita Malorgio, Paola Agnello Modica, Federica Sacco, Carlo Testini, Simone Ombuen


L'Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi (ICBSA) è stato soppresso con il decreto legge 95 del 6 luglio 2012

L'Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi (ICBSA), già storica Discoteca di Stato- Museo dell'Audiovisivo, non c'è più

CI CHIEDIAMO

Perché nel testo di un dispositivo legislativo finalizzato a reali risparmi a livello nazionale viene espressamente nominato un Istituto storico, unico nel nostro paese, che non ha auto blu, non effettua alcuno spreco di denaro pubblico, con un budget ridotto a livelli di sussistenza?

Perché contemporaneamente si ritiene di istituire un nuovo organismo di Istituto Centrale Sperimentale di cinematografia  i cui costi prevedibili saranno incomparabilmente maggiori per le pubbliche finanze e che nulla hanno a che vedere con la tutela e la valorizzazione della nostra memoria sonora ed audiovisiva?

Perché il Ministero per i Beni e le Attività Culturali negli ultimi 10 anni ha promesso uno sviluppo dell'ICBSA (già Discoteca di Stato-Museo dell'Audiovisivo) spendendo milioni di euro per la nuova sede dell'Istituto a Palazzo della Civiltà Italiana all'EUR e ne cancella oggi le attività in modo immotivato ?

Perché non si considerano le funzioni, le competenze e le iniziative svolte dall'Istituto Centrale , tutte verificabili e riconosciute, ed alcune delle quali essenziali come il Deposito Legale dei beni sonori ed audiovisivi  (L. 106 del 2004)?

Perché si annullano decine di collaborazioni con università, enti ed istituzioni culturali, anche a livello internazionale, a cui l'ICBSA ha sempre dato una disponibilità istituzionale, culturale e civile non comuni ?

Perché dimenticare uno straordinario patrimonio di quasi 500.000 supporti che mai come oggi riveste una specificità e un interesse, peraltro segnalato, a suo tempo, anche dall’Unesco nel progetto Memoria del mondo”?

Chi e come assolverà ai compiti di tutela e valorizzazione del patrimonio sonoro ed audiovisivo vista la soppressione dell'Istituto e la legittima vocazione cinematografica del nuovo Istituto Centrale?

Sono alcune domande per le quali si attende una risposta.

La convinzione è che la soppressione dell'ICBSA sia un nuovo, grave colpo alla conservazione della memoria ed alla diffusione della cultura nel nostro Paese.

Sottoscrivere questo documento sarà  un aiuto per richiedere la revisione del decreto di soppressione

PER SOTTOSCRIVERE L’APPELLO INVIATE UNA E-MAIL ALL’INDIRIZZO:

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CON  ALL’OGGETTO “SOTTOSCRIZIONE APPELLO” E NEL TESTO NOME E COGNOME O NOME DELL’ISTITUZIONE, ENTE, ASSOCIAZIONE CHE SI RAPPRESENTA

 
Storie di donne, d’arte e di cultura - Il lavoro non tutelato di chi tutela
Venerdì 23 Marzo 2012 14:19

 

L’Italia, in quanto a patrimonio conservato, vive una costante dicotomia. Da una parte vi è l’orgoglio per una meravigliosa quanto massiccia presenza di beni artistici, dall’altra si registra un investimento drammaticamente scarso nel settore in termini di risorse, incentivi, programmazione. Semplificando si potrebbe dire che la “bellezza” non è considerata cosa seria, un’opera, cioè, che necessiti di attenzione e regole ben precise.

 
IL BOCCONE INDIGESTO DELLA CULTURA - Donne, lavoro, precarietà professionale
Venerdì 23 Marzo 2012 14:09

Citrosodina granulare bevo per dimenticare tutta la fatica che mi tocca fare per galleggiare in questo pazzo mare. Non è solo la prima strofa di una nota canzone di Sergio Caputo, è il metodo a cui ricorrono sempre più spesso i professionisti del settore della cultura, costretti da sempre a mandare giù bocconi amari.

 
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