Umberto Eco (1932-2016)

La fama di Umberto Eco, recentemente scomparso, è legata indissolubilmente al suo ingresso trionfale nel mondo della letteratura, negli anni ’80. Nato ad Alessandria nel 1932, docente universitario, era primo conosciuto a un pubblico ristretto di specialisti per i suoi saggi riguardanti la filosofia, la neo-avanguardia, di cui è stato un pioniere e teorico, i problemi delle comunicazioni di massa e della cultura di consumo. Fondamentale inoltre il suo Trattato Generale di Semiotica del 1975.

Dopo la pubblicazione de Il nome della rosa nel 1980 è diventato il narratore più conosciuto in Italia e, degli italiani, il più conosciuto nel mondo. Nei suoi successivi romanzi, Eco ha giocato con le forme e i modi della letteratura, incastrando il genere del thriller nel postmoderno, dando una visione tutta personale della letteratura contemporanea, con una scrittura attenta al grande pubblico, ma che ambisce a interessare un lettore più edotto.

Il nome della rosa è certamente il suo libro più famoso, bestseller internazionale che ha conosciuto anche una fortunata “riduzione” cinematografica interpretata da Sean Connery. La trama del romanzo è particolare: nel 1327 in un’abbazia benedettina dell’alta Italia arriva un dotto frate francescano, Guglielmo, con un delicato incarico: favorire contatti fra alti esponenti degli ordini religiosi per comporre la frattura fra papato e francescani filo-imperiali. Ma durante la sua settimana di permanenza, nell’abbazia viene compiuta una serie di misteriosi delitti. Guglielmo allora si dà a un’attenta indagine di tutti gli indizi che la realtà circostante gli offre: il comportamento dei frati, le tesi sostenute nelle conversazioni, la disposizione dei locali dell’abbazia (della quale al libro è acclusa addirittura una planimetria). Il romanzo allora si sviluppa attraverso questo accumularsi di segni che vengono indagati e messi in relazione da questo frate-detective che ha acconto come collaboratore e discepolo il giovane novizio Adso da Melk (i due effettivamente ricordano la celebre coppia dei romanzi polizieschi di Conan Doyle: Holmes & Watson). Non sveleremo il finale della trama perché c’è sempre qualcuno che non l’ha mai letto ed è desideroso di farlo. È importante stabilire però che la macchina perfetta del giallo (come romanzo di genere) e la vittoria di Guglielmo si caricano di significati: è la vittoria di una visione della vita sottesa da un razionale impegno di conoscenza dei dati della realtà, aperta alla tolleranza e alla lucidità ironica.

Umberto Eco ha scritto molti altri romanzi, alcuni hanno conosciuto un successo internazionale come Il pendolo di Foucault o l’ultimo “Il cimitero di Praga” che si suppone abbia venduto più di un milione di copie in tutto il mondo. Recentemente lo studioso era salito agli onori delle cronache per la sua polemica contro la stupidità diffusa nei social, suscitando approvazione e sdegno. La sua scomparsa è stata riportata da molti media internazionali.

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