Quali sono gli sbocchi lavorativi di Psicologia

La psicologia è indubbiamente una materia affascinante. A dimostrarlo non ci sono solo i grandi numeri sulle iscrizioni ai corsi universitari, ma anche l’interesse mostrato dai giornali, dalle riviste, dalle trasmissioni televisive dedicate al comportamento umano e alle neuroscienze, in particolare ai processi cognitivi, all’educazione, al comportamento sociale.

Non c’è dubbio che conseguire una laurea in psicologia consenta di ottenere delle conoscenze fondamentali su tutti questi ambiti e che naturalmente essa rappresenti il primo passo verso un percorso formativo, che dovrebbe portare a potere svolgere una professione in qualche modo legata a questi argomenti.

Non sono pochi gli psicologi e le psicologhe che ammettono di essersi iscritti al corso di laurea per pura passione, perché la materia piaceva ed era interessante e raramente l’hanno fatto osservando gli sbocchi professionali offerti da questo corso universitario. Ma andiamo ora a guardarli senza indugiare.

Gli sbocchi professionali della laurea in psicologia

Quando hanno conseguito il tanto agognato diploma di laurea, gli studenti hanno di fronte diverse opportunità. Queste possibilità sono tanto più ampie e concrete, quanto maggiore è la capacità di specializzarsi in una particolare nicchia.

I laureati in psicologia, per essere abilitati alla professione di psicologo, dopo aver passato l’esame di stato che abilita alla professione da privati o presso strutture sanitarie pubbliche e private ovvero nel terzo settore e in istituzioni con finalità educative. In questo caso magari è bene affiancarsi a uno psicologo esperto, iscrivendosi all’Albo B degli psicologi.

Differenze tra Albo A e Albo B

Chi è iscritto alla sezione B è di fatto uno psicologo junior, il cui ambito di operatività è abbastanza limitato dal DPR 328/2001 e modifiche. Si diventa dottori in tecniche psicologiche e può lavorare sotto la diretta supervisione dello psicologo senior, che invece appartiene alla sezione A.

L’iscrizione all’albo B è possibile dopo aver conseguito il diploma di laurea triennale in scienze e tecniche psicologiche, aver frequentato un tirocinio di sei mesi e naturalmente passato l’esame di stato.

Può chiamarsi effettivamente psicologo solo chi è iscritto all’albo sezione A.

Nell’esame di stato ci sono quattro prove, di cui una orale. Nelle tre prove scritte si affrontano i principi teorici e pratici della professione, spaziando dagli studi agli strumenti, fino ad arrivare – nella terza prova – alla vera e propria stesura di un progetto collegato all’indirizzo preferito.

Il supervisore deve essere uno psicologo senior iscritto all’Albo A, da almeno 5 anni e non può ospitare più di due psicologi junior per semestre.

Il dottore in tecniche psicologiche è una figura che può collaborare con lo psicologo nel rapporto educativo genitore – figlio. Può intervenire in ambiti diretti alla cura della persona e al benessere della comunità nei settori dell’integrazione sociale, della funzione rieducativa, dell’assistenza ai soggetti con disabilità. Dal punto di vista sociale organizzativo e del mondo del lavoro può realizzare progetti di formazione, migliorare l’interazione tra individui in un determinato contesto, eseguire progetti volti alla formazione sulla prevenzione, il rischio e la sicurezza. È una figura che può assumere una centralità nella gestione delle risorse umane.

In generale, il laureato in psicologia ha le migliori opportunità professionali di fronte a sé, quando in realtà opera e si specializza all’interno di una nicchia. Può essere quella del lavoro, delle risorse umane, della neuro psicologia piuttosto che della criminologia. più ristretto è il campo scelto, maggiori sono le opportunità, anche se apparentemente può sembrare un controsenso.

Gli sbocchi lavorativi sono

Istruzione e pedagogia: la scuola è probabilmente il settore nel quale il supporto psicologico si rivela fondamentale, soprattuto nel trattare i bambini che hanno disturbi legati all’apprendimento o al comportamento. Possono essere utili per migliorare il rapporto con i genitori, formando gli stessi a una migliore comprensione di questi fenomeni, tanto a scuola, quanto in famiglia.

Gli anziani: il nostro paese invecchia molto rapidamente. Gran parte della popolazione è sopra i 60 anni. Oggi le persone si trovano a vivere di più, ma con un carico di interrogativi e dubbi rispetto al passato. Soprattutto legati alla condizione fisica e mentale.

Sanità pubblica e privata: la sanità è uno sbocco naturale. Poter lavorare all’interno di una struttura ospedaliera consente di avere un riferimento tangibile e un percorso professionale più chiaro. Gli psicologi e le psicologhe all’interno dell’ospedale aiutano nel recupero, forniscono una vera e propria cura a disturbi legati all’alimentazione, alla personalità, alla sessuologia.

Immigrazione e integrazione: i fenomeni migratori sono così importanti che ormai le figure di mediazione con questi stranieri sono divenute indispensabili, soprattutto in quei centri urbani nei quali gli immigrati non sanno a chi rivolgersi. Quelli reduci da luoghi di guerra e distruzione hanno maggiori necessità di supporto. Esistono dunque associazioni ed enti che si occupano, anche a livello di volontariato, di queste situazioni.

Risorse umane: all’interno di una grande azienda lo psicologo può essere la figura ideale al centro delle risorse umane: valutare la personalità di un candidato, studiarne le potenzialità, comprendere i bisogni, dirimere i conflitti, gestire l’orientamento e la formazione. È un settore moderno, che naturalmente diventa rilevante quando l’azienda stessa ha problematiche di questo tipo spesso legate all’ingrandimento.

Campo forense e legale: spinti anche dalle figure presenti nelle serie TV e nei film, tanti psicologi sognano di fare i profiler. Ma in generale lo psicologo è un valido supporto in tutti quei casi in cui il suo intervento è necessario per gestire alcuni aspetti legati alla complessa macchina giudiziaria. Per esempio, deve essere presente quando ci sono reati legati ai minori, oppure quando in termini legali bisogna valutare l’idoneità per un’adozione.

Famglie: tanto nelle famiglie tradizionali, quanto in quella di nuova definizione, la figura dello psicologo è fondamentale per intercettare quelle problematiche derivanti dallo status di un componente: disabile, minore, autistico, reduce da una lunga malattia, traumatizzato da incidenti. Le adozioni – come sottolineato – sono un aspetto molto importante quando si tratta di stabilire l’idoneità dei genitori.

Sport e carriere professionali: la figura viene spesso confusa con quella del coach o del motivatore, che nella stragrande maggioranza dei casi soni privi di titoli accademici e non hanno alcuna esperienza reale nel campo della motivazione dell’atleta o della squadra. Società e gli atleti professionisti ricorrono a psicologi per migliorare le performance.

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