Sbocchi lavorativi laurea in scienze della comunicazione

La laurea triennale in scienze della comunicazione (L20) si può conseguire in tantissime facoltà sparse per l’Italia, e offre diverse opportunità al laureato (o laureata) in questa materie.

Lavoro in agenzia di stampa

Lavoro di coordinamento e organizzazione, gestione del flusso comunicativo, organizzazione della comunicazione.

Addetto stampa

La figura dell’addetto stampa rientra nel campo delle pubbliche relazioni e cura, per aziende, privati, enti, eventi, tutti i rapporti con i media, fissando conferenze stampa, orari, agende e tenendo sotto controllo tutta la comunicazione istituzionale. È una figura molto ricercata, che spesso viene affidata a professionalità che non possiedono del tutto questo tipo di competenza (giornalisti).

Ufficio stampa e redazione giornalistica

Per diventare giornalista occorre entrare in una redazione e fare la pratica. Sicuramente avere una laurea triennale anziché un diploma di scuola superiore ne facilita l’ingresso.

La pratica è importante perché di fatto sostituisce la frequentazione della scuola di giornalismo, e prepara all’esame per diventarlo. È un modo intelligente per fare la gavetta, se sei giovane e desideri davvero lavorare in una redazione.

Puoi lavorare anche in ambito interno, per organizzare il flusso informativo, o come lavoro di segreteria e raccordo.

Addetto alle pubbliche relazioni

Le pubbliche relazioni possono riguardare tanto i media, quanto altre personalità. Mentre l’addetto stampa si rivolge principalmente ai media per comunicare con loro, e dirigere la comunicazione, l’addetto alle pubbliche relazioni coinvolge chiunque sia necessario e indispensabile per veicolare una determinata informazione. Ad esempio, organizzazione di un evento benefico, non dovrà solo comunicare con gli enti e le istituzioni, ma anche con privati, gestendo anche il lato pubblicitario.

Copywriting e pubblicità

Come tecnico della pubblicità, il laureato o la laureata in scienze della comunicazione può lavorare in ambito pubblicitario, partecipare alle campagne informative sia sul piano pratico (scrivendo i testi del messaggio), sia sul piano organizzativo (creando e gestendo agende di impegni di tipo pubblicitario). Molto dipende dal livello strutturale dell’organizzazione, pubblica o privata, per cui si lavora.

Lavoro nell’editoria

Può trovare lavoro nell’editoria a tutti i livelli: radiotelevisiva, web e cartacea, sia come parte del team pubblicitario, sia come parte del team creativo di contenuti (come autore / autrice radiotelevisivo). Allo stesso modo può lavorare per aziende che forniscono contenuti agli editori.

Case editrici e di produzione di contenuti

Le case editrici e le società che gestiscono portali ricchi di contenuti sono alla ricerca di professionalità capaci nel settore della comunicazione. Per le case editrici può essere necessario il correttore di bozze, oltre alle figure relative alla comunicazione pubblicitaria. Una gestione dei contenuti, anche in chiave di posizionamento sui motori di ricerca, è richiesta da grandi portali e società proprietarie di siti web verticali, tematici.

Social Media Manager

Una figura piuttosto ricercata sia in ambito privato, sia in ambito pubblico e che spesso esaurisce la figura dell’addetto stampa semplice. Il social media manager preferibilmente conosce anche gli aspetti del marketing, per cui dovrebbe provenire da quell’ambiente. Ma in realtà le scienze della comunicazione gli danno l’opportunità di sviluppare al meglio la sua professionalità, parlando direttamente al pubblico.

Organizzatore di eventi

Organizzare eventi, tenere il filo dell’agenda organizzativa, contattare enti e personalità interessate, gestire calendari e comunicazione istituzionale.

A parte il giornalismo, regolato da un Albo, queste professioni sono libere, per cui ci si può cimentare, dimostrando di possedere delle qualità. Se cerchi sui portali di domanda e offerta dei posti di lavoro, noterai che la laurea in scienze delle comunicazione è richiesta per queste tipologie professionali.

Magistrali dopo L-20

Dalla triennale L-20 puoi accedere a lauree magistrali collegate alla comunicazione pubblica, privata, di impresa e ai sistemi editoriali.

  • Tecniche e metodi società dell’informazione (LM91)
  • Informazione e Sistemi editoriali
  • Comunicazione pubblica, politica e sociale
  • IT e media
  • Scienze della comunicazione pubblica, di impresa e della pubblicità (LM59).

Verifica corso per corso i punti di accesso alle magistrali e la disponibilità di posti.

Che cosa puoi insegnare con la laurea in scienze della comunicazione

Come sempre puoi insegnare solo con una laurea magistrale o vecchio ordinamento. In questo caso, nelle classi di concorso A18 (filosofia e scienze umane) e A65 (teoria e tecnica della comunicazione), ma solo se nel piano di studi del corso di laurea vecchio ordinamento sono state incluse delle discipline appartenenti alle tematiche della filosofia, pedagogia, sociologia e psicologia (almeno due corsi completi). Verifica comunque la presenza di eccezioni afferenti alla tua classe di concorso.

Perché iscriversi alla facoltà di scienze della comunicazione?

La laurea è indirizzata a quegli studenti che vogliono entrare nel mondo della comunicazione a tutti i livelli: dal mondo dell’informazione a quello della pubblicità, dalle pubbliche relazioni all’editoria.

Per raggiungere questo obiettivo lo studente imparerà a conoscere i vari contesti della comunicazione, dell’uso della lingua, delle informazioni e il ruolo che giocano i mezzi di comunicazione tradizionali e moderni nel veicolare dati, fatti, eventi, tendenze.

L’obiettivo è inserire lo studente all’interno di un percorso di apprendimento, alla fine del quale conoscerà molto bene i meccanismi della comunicazione. Non solo perché si comunica, ma con quale scopo. Questo lo preparerà ad entrare in un mondo delicato e affascinante. Non a caso si dice, in certi contesti, che “la comunicazione è tutto”.

Ed è vero: il modo di comunicare qualcosa conta quanto il qualcosa che vogliamo comunicare. Spesso non è importante come lo fai, ma come lo dici.

Le professionalità sono molto richieste data l’onnipresenza, nella nostra vita quotidiana, di internet. E negli ultimi anni è apparsa chiara la necessità di prendere più sul serio questo settore, perché ad esso sono collegati anche i diritti vitali dell’individuo.

Per iscriversi a Scienze delle Comunicazioni di regola viene richiesta la partecipazione alla selezione TOLC-SU (studi umanistici). I diversi atenei si riservano il diritto di stabilire il numero di ingressi disponibili.

Cosa si studia in scienze della comunicazione?

Il piano didattico varia a seconda delle scelte dell’università, ma ci sono insegnamenti pressoché comuni a tutti. Vengono lasciati dei crediti a discrezione dello studente, con esami facoltativi, ma il piano obbligatorio prevede:

  • Storia contemporanea
  • Studio dei media
  • Comunicazione letteraria
  • Estetica
  • Storia del cinema
  • Sociologia della comunicazione
  • Antropologia culturale
  • Analisi del linguaggio cinematografico
  • Letterature straniere (a scelta tra inglese, francese, spagnola, russa et cet.)
  • Letteratura italiana
  • Lingua italiana
  • Linguistica
  • Laboratorio di scrittura italiana
  • Altre attività di laboratorio specifiche
  • Storia del teatro
  • Storia della musica moderna
  • Storia dello spettacolo
  • Storia del giornalismo
  • Diritto dell’informazione
  • Informatica
  • Poetica e retorica
  • Bibliografia e archivistica
  • Semiotica
  • Teorie del linguaggio
  • Storia della stampa, dell’editoria
  • Storia dei mezzi di comunicazione
  • Storia economica
  • Globalizzazione e web

Ti consigliamo di informarti sul sito di ciascun ateneo, dal momento che gli insegnamenti hanno delle specificità proprie del luogo o della storia dell’università. Ma le materie richiamate sopra più o meno, con qualche distinzione, si trovano in ogni università.

Dall’elenco appare chiaro l’indirizzo comunicativo a tutti i livelli, che facilita lo sbocco lavorativo in più settori, una volta presa la laurea.

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