Guida al romanzo distopico: temi e consigli di lettura

I romanzi distopici sono ambientati in società apparentemente perfette, che nascondono ferocia e repressione, in futuri plausibili dove qualcosa non ha funzionato rispetto alle premesse iniziali tipiche di un’utopia.

Di solito questi libri criticano il presente, dilatando al massimo gli effetti negativi di un aspetto della nostra società contemporanea che riguarda i temi del controllo globale, del totalitarismo, della manipolazione del pensiero e della parola.

La distopia spiegata bene

Un romanzo distopico costruisce un mondo coerente nei suoi errori, un mondo circolare dove ogni elemento ha un senso e una logica.

L’autore di un romanzo distopico (ma vale anche per fortunate serie TV come “Black Mirror”) non immagina solo catastrofi o derive autoritarie. Elabora un dispositivo narrativo che mette in luce le contraddizioni del presente, esasperandole fino al punto in cui queste non si trasformano in un incubo.

La distopia quindi è l’esatto opposta dell’utopia. Se nell’utopia la società ha raggiunto il suo stadio di sogno realizzato e perfetto, di condizione ideale per l’individuo, nella distopia invece la condizione ideale per la società viene realizzata a discapito dell’individuo. E non è detto che questi se ne renda conto, fino a che non entra in gioco il meccanismo narrativo.

In 1984 di Orwell, ad esempio, il protagonista Winston Smith è conscio del sistema di manipolazione perpetrato dal Partito nella società. Ma la sua lotta non produce gli effetti di rompere il sistema. Anzi, egli è parte attiva della macchina propagandistica.

La distopia si avvicina al genere letterario della fantascienza (si parla appunto di fantascienza distopica). Ma mentre questa può essere esplorativa, ottimista, di avventura, persino con connotazioni medievali, la distopia mantiene sempre la caratteristica tinta fosca dell’ambientazione.

Può contenere elementi fantascientifici come le tecnologie avanzate, le ambientazioni future e interstellari, ma il suo cuore è sempre socio-politico, etico. L’autore vuole consegnarci un messaggio che non siamo necessariamente costretti a condividere.

Spesso il futuro distopico che racconta è un presente del quale non ci accorgiamo. Almeno nella sua visione.

Le caratteristiche del romanzo distopico

È ambientato in società oppressive

I romanzi distopici vengono ambientati in società oppressive e totalitarie nelle quali l’individuo, consciamente o inconsciamente, è privato di alcuni diritti.

La società ha dei leader ed è spesso connotata da elementi di tecnocrazia e controllo globale. Non necessariamente istituzioni governative: le grandi corporazioni o i sistemi ideologici sono spesso a capo degli “stati”, spesso re-immaginati rispetto a quelli attuali.

La sorveglianza di massa e la manipolazione della memoria giocano un ruolo centrale nello schiacciare l’individuo e promuovere il potere assoluto di pochi.

Il romanzo distopico critica la società contemporanea

Di solito, la storia prende corpo da un “what if”: cosa accadrebbe se… ma in tanti casi la realtà supera la fantasia, per cui basta descrivere le deformazioni del presente per illustrare un futuro in cui queste deformazioni abbiano completamente piegato l’individuo.

È come uno specchio deformante che ci invita a guardare, per capire meglio la realtà in divenire.

Rappresenta la lotta dell’individuo contro un potere senza volto

Quasi sempre il potere non è ben identificato, in un romanzo distopico. La definizione del “cattivo”, dell’antagonista, da un punto di vista prettamente narrativo, è meno estrema. In 1984 il cattivo è il “Grande Fratello”, ma lui è solo la personificazione di un sistema.

Contro di lui però si erge un individuo o una piccola comunità disposta a lottare, a sovvertire l’ordine. Il pessimismo però è lo stato d’animo dominante dei romanzi distopici.

Così l’epilogo, per il protagonista o “i buoni” della storia, è sempre aperto, disilluso, amaro. Il lieto fine non è per forza dietro l’angolo. E questo si spiega con il fatto che l’autore, volendo dare un messaggio, intende spiegare che il problema non è affatto risolto. E la situazione può solo peggiorare.

Romanzi distopici da leggere

1984 di George Orwell

Su questo celebre romanzo, forse il più famoso e celebrato romanzo del secolo XX, ho già scritto una scheda personalizzata.

Perché leggere 1984 di George Orwell

È il romanzo che definisce il genere, anche se non è il primo. Orwell stabilisce i canoni della distopia introducendo i temi del controllo totale, della manipolazione del pensiero, della neolingua, lo psicoreato. Neologismi che oggi sono entrati nel linguaggio comune e che danno consistenza ad aspetti della realtà che non ci piacciono.

Lo stesso termine orwelliano ha a che fare con una società distopica.

Il protagonista di 1984, Winston Smith, lavora presso il Ministero della Verità. Ma il suo compito non è ricostruirla, ma manipolarla, adattandola ogni volta che si cancella la memoria di un evento, allo scopo di mantenere in piedi una gigantesca macchina di propaganda.

Ciò che rende così potente la narrazione di Orwell, oltre alle innegabili capacità di scrittura, è la constatazione che egli abbia preso ispirazione dal mondo in cui viveva. Lo stratagemma di invertire la data è un chiaro segnale al lettore: vi sto parlando di un futuro 1984, ma questo è ciò che accade nel 1948.

Il mondo nuovo di Aldous Huxley

Un altro celebre romanzo del genere distopico è Il Mondo Nuovo di Aldous Huxley, uscito nel 1932 con il titolo originale in inglese Brave New World. Huxley non ha in mente una società che reprime in modo assoluto e spietato, come in 1984, forse perché i sistemi totalitari – nel momento in cui scrive l’opera – non avevano ancora raggiunto il loro apice e non potevano fare da ispirazione.

Per cui abbiamo a che fare con un regime che anestetizza la società tramite il controllo del piacere, ricercando l’omologazione genetica ed eliminando ogni forma di felicità reale, individuale, che esce fuori dagli schemi.

Un mondo predeterminato, diviso in caste, ciascuna delle quali ha un compito preciso. Gli istinti di ribellione sociale vengono anestetizzati dall’uso di una droga, il conformismo consumistico a cui ci si allinea anticipa i temi dell’esistenzialismo e dell’alienazione. Il meccanismo ricalca proprio la produzione in serie, tramite catena di montaggio, dei beni di consumo (il fordismo è un tema centrale.

Anche in questo caso siamo di fronte al genere dell’utopia negata: il benessere promesso non è altro che un inganno mediato da una droga, per la quale ci si mette in fila, come se fosse una pratica burocratica.

Avviso: molti lettori moderni trovano questa lettura più pesante del solito, ma la descrizione della società fatta da Huxley è stimolante e ne vale la pena (tieni conto che si tratta di un libro scritto quasi 100 anni fa).

Fahrenheit 451 di Ray Bradbury

In un mondo dove leggere è proibito, il fuoco è diventato strumento di repressione. Guy Montag, pompiere incaricato di bruciare i libri (già questo dovrebbe far pensare: un pompiere che appicca un incendio), scopre che ogni volume sottratto alle fiamme contiene delle possibilità di pensiero prima nascoste.

Quello di Ray Bradbury è un inno al sapere e alla cultura, e denuncia la deriva di una società che preferisce l’intrattenimento alla complessità, l’omologazione al pensiero critico.

Noi di Evgenij Zamjatin

Scritto nel 1924, precede anche Il mondo nuovo di Aldous Huxley. È considerato un capolavoro della narrativa russa.

Zamjatin apporta innovazioni concrete, come l’uso dei caratteri alfanumerici per i nomi dei personaggi a segnalarne l’interscambiabilità e la deumanizzazione.

È il romanzo che ha ispirato 1984 nel tema della ribellione personale al meccanismo, vissuta attraverso una storia d’amore.

Romanzi distopici moderni

Il racconto dell’ancella di Margaret Atwood

In una teocrazia totalitaria chiamata Gilead, la fertilità è un bene di Stato e le donne fertili vengono costrette a diventare “ancelle”, ovvero schiave riproduttive. Difred, la protagonista, cerca di sopravvivere a questo sistema conservando la memoria e il desiderio. Il corpo femminile non è strumento proprio, e il linguaggio definisce lo status sociale delle ancelle.

Never Let Me Go di Kazuo Ishiguro

Kathy ripercorre la propria infanzia trascorsa in un collegio inglese apparentemente idilliaco, dove lei e i suoi compagni venivano allevati per uno scopo oscuro. In un mondo alternativo, i cloni esistono per fornire organi ai “veri” esseri umani. Il romanzo svela lentamente l’orrore attraverso una narrazione sommessa e intima, che riesce a coinvolgere.

Macchine come me di Ian McEwan

In una Londra alternativa degli anni Ottanta, un uomo acquista un androide umanoide e lo coinvolge nella propria vita affettiva. Ma l’intelligenza artificiale rivela un’etica troppo rigorosa per il mondo umano, con un finale non scontato.

Il signore delle mosche di William Golding

Romanzo ambientato nell’era atomica, quando il pericolo del bombardamento reciproco tra i blocchi opposti era imminente. Un “Robinson Crusoe” collettivo, che viene però reso ancora più esplicito e amaro dal fatto che i protagonisti dei fatti sono degli adolescenti. Un libro sulla sopravvivenza in un’isola sperduta, che si trasforma in distopia a causa del comportamento dei ragazzi.

Altri romanzi distopici da leggere

  • La parabola del seminatore di Octavia E. Butler portato in Italia da Fanucci, edito nel 1993.
  • La penultima verità di Philip K. Dick
  • The Giver: il mondo di Jonas di Philip Noyce.
  • Verità di Roberto Saviano
  • Il libro delle case di Andra Bajani
  • Unwind, la divisione di Neal Shusterman

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