Perché è importante studiare la storia

Ci sono tante domande relative al presente alle quali possiamo rispondere con la Storia. Non è solo importante, ma non si dovrebbe mai smettere di studiarla.

La storia ci fa capire i cambiamenti

Analizzando l’evoluzione delle società possiamo notare che seguono un filo storico, fatto spesso di cause e conseguenze.

Gli eventi che hanno preceduto le prime due guerre mondiali sono sufficienti a comprendere gli sviluppi successivi e ci spiegano, forse meglio di ogni altro fatto storico, come un piccolo evento può scatenare un fatto storico rilevante, i cui effetti – a 100 anni di distanza – ancora permangono.

La storia ci dà l’opportunità di conoscere come è cambiata la vita quotidiana nel corso dei secoli e quali sono state le innovazioni e le scoperte che ci hanno portato ai giorni nostri.

La storia determina il senso di identità personale e nazionale

Se non l’avete mai fatto provate a ricostruire l’albero genealogico della vostra famiglia.

Potrete scoprire chi sono i vostri avi, se gli antenati dei vostri genitori, dai quali discendete, hanno preso parte a qualche evento storico rilevante.

Ma a parte questo, tornando indietro nel tempo si riscopre la nostra identità. In fondo la domanda: chi siamo, da dove veniamo? è la domanda delle domande, non c’è dubbio. È quella che suscita maggior curiosità.

L’identità personale poi si allarga a quella delle collettività. La nostra storia passata è quella del paese o della città, del popolo, di una nazione. Sentiamo dentro di noi l’esistenza di valori condivisi, ancorché deboli, che provengono da un passato comune.

In definitiva, se vogliamo sapere come mai il mondo attuale ha questa configurazione, dobbiamo rivolgerci alla storia. Un altro proverbio molto noto è che la “storia ripete sempre sé stessa”.

Questo perché, di volta in volta, certe cause e certi fenomeni sembrano ripetersi nel tempo, come se fossimo di fronte a dei cicli. In realtà c’è la costante dell’uomo.

La storia, infatti, è quella che raccontano gli uomini, e quindi tende a ripetersi perché sono loro gli attori protagonisti.

Ma lo studio della storia ha soprattutto una grande valenza culturale: ci insegna le origini delle società e delle culture, ci porta a conoscenza delle nostre radici, ci avvicina a un mondo lontano, ma in qualche modo familiare, con il quale condividiamo l’eredità.

La storia costruisce la memoria

È stato detto che se mettessimo i nostri ricordi nero su bianco, quando ormai siamo anziani, essi non riempirebbero nemmeno un libro. Questo perché la nostra memoria è fallace. I giorni passano e li dimentichiamo. Teniamo in mente solo quei ricordi legati a un particolare valore emotivo, sia esso di gioia o di dolore. Ma gran parte della nostra vita quotidiana scompare, anche se ogni giorno ci sembra speciale.

Tenere traccia di fatti ed eventi, da significativi a meno significativi è in qualche modo costruire una storia: familiare, personale. Nel caso delle personalità importanti, che appunto impattano la storia, i diari costituiscono materiale storiografico. La storia è un racconto della memoria, che possibilmente non dovrebbe essere perduto.

La storia ci ispira e ci insegna

Tornando all’introduzione, la storia ha un forte valore di magistero: insegna a non ripetere gli errori, perché tende a ripetersi a causa del comportamento umano. Gli storici hanno il compito di tracciare le linee fondamentali di un percorso storico e addentrarsi nel groviglio dei fatti, per trovare le cause e gli elementi scatenanti. A volte ci consoliamo dicendoci che quel particolare personaggio storico era un pazzo, ma è appunto una consolazione. La storia può ispirarci ad essere migliori, può renderci più umili, più consapevoli. Conoscendo la storia di un popolo o di una comunità possiamo emozionarci e prendere esempio. Oppure fare esattamente l’opposto.

A cosa serve la Storia

La storia serve perché anzitutto è un catalogo di comportamenti umani. Spiega come si comportano gli umani di fronte a certi avvenimenti o come li provocano. Per questo c’è una certa ripetitività nel tempo.

Nella storia con la S maiuscola, ad esempio, finiscono le biografie dei grandi personaggi, i resoconti dei grandi avvenimenti. Ma nell’ultimo secolo, grazie anche alla scuola francese di grandi storici “annalisti”, l’attenzione si è spostata verso la “struttura del quotidiano”. Perché facciamo certe cose? Perché mangiamo determinati prodotti, perché costruiamo città e come vivevano le persone in un determinato periodo?

La storia è quindi scritta attraverso più punti di vista e non solo quello dei grandi personaggi. E nella storia entrano fenomeni come il commercio, l’economia, l’architettura, l’arte, la tecnologia.

Questo è solo uno dei motivi per cui è importante conoscere la storia. Vediamo gli altri.

Ma cosa hai imparato dallo studio della storia?

Molti studenti pensano che la storia non sia altro che una ripetizione di date, cause e conseguenze, ma non è così. Forse questo ingeneroso giudizio dipende da come viene insegnata a scuola. In poche ore di lezioni per anno vengono affrontati interi secoli, spesso con un approccio che non soddisfa la curiosità dell’alunno, non lo invoglia a sapere. Per sollecitare questa curiosità si punta sugli elementi folkloristici, degli eventi da ricordare come le Oche del Campidoglio, gli Elefanti di Annibale o lo schiaffo di Anagni.

Un buon modo per appassionarsi è quello di leggere le biografie dei grandi personaggi storici. Studiano le vite di Augusto, Cesare, Gesù, Maometto, Napoleone, Dante, Elisabetta I, Shakespeare, Churchill, Kennedy e via discorrendo ci si può appassionare a un periodo specifico e poi approfondirlo.

La storia è molto importante perché, infine, ci dà un’idea di cosa siamo e dove siamo. È come una bussola che ci permette di stare al mondo in una certa direzione. Senza saremmo disorientati. E probabilmente non riusciremo mai veramente a capire perché accadono certi eventi.

Come studiare la storia

La Storia è una materia portante della formazione dello studente e va studiata, piaccia o non piaccia.

Se può consolare lo studente che la trova ostica e noiosa… da adulto cambierà idea. La Storia è una materia molto interessante che non conosce confini. Infatti, nulla vieta di interessarsi della storia di un posto, di una persona, di un evento… la Storia non finisce mai perché si produce giorno dopo giorno. Quindi è ricca di sorprese, e non sarà mai scritta del tutto.

Ma veniamo al migliore modo di studiarla.

La storia è legata inevitabilmente al fattore Tempo. Come sappiamo dalla fisica, altra materia ostica che finisce inevitabilmente per piacere quando si è grandi, il Tempo ha una sola direzione, per cui scandisce gli eventi partendo da tanto tempo fa ad oggi.

La Storia va a ritroso. È una successione temporale di fatti, eventi e informazioni più o meno dettagliate.

Se devi prendere appunti di storia, devi partire dall’elemento tempo: un fatto ne causa un altro. Hai quindi un argomento e una successione di date, che puoi subito organizzare, per averle chiare nella mente.

Dal punto di vista degli appunti, sconsigliamo l’elenco puntato della successione dei fatti e degli eventi, perché ti perdi il quadro generale.

Invece, quando studi, prendi un quadernone o un foglio A4 e cerchia la prima data. Segna la seconda data importante lasciando spazio rispetto alla prima, e la cerchi.

Per entrambe le date scrivi il fatto occorso.

Ma collega le due date, scrivendo in mezzo cosa causa il secondo evento, in modo che sia chiaro cosa sta avvenendo.

Se hai chiara la sequenza causale tra gli eventi, non potrai mai affermare qualcosa che semplicemente non ha senso all’interno di questa sequenza logica.

Per cui non conta tanto imparare a memoria due o tre date, ma quanto identificare la connessione di causa-effetto che le collega.

Esempio:

  • 1 Settembre 1939 la Germania attacca la Polonia
  • 3 Settembre 1939 la Francia dichiara guerra alla Germania
  • 10 Maggio 1940 la Germania attacca la Francia

Se tra ciascuna data lascia spazio alla Motivazione, al rapporto di Causa – Effetto, sarà più semplice, durante una verifica o una interrogazione, non dire cose inesatte, ma plausibili, come “la Germania dichiara guerra alla Francia” o “la Francia fa la guerra alla Germania”.

Scrivere le date in maiuscolo e fissarle nella mente, come prodotto del proprio lavoro, aiuta la memorizzazione. Anche inserire le frecce a penna o matita dà una mano, perché oltre a dare un senso alla direzione del Tempo, stabilisce una connessione mentale che tu stai tracciando manualmente.

Con questo sistema coprirai le risposte a più domande inerenti il quando e il perché. E puoi approfondire l’argomento, mettendo delle note. A fianco alla freccia dei perché puoi mettere degli elenchi numerati, che menzionano i protagonisti, i luoghi e gli antefatti.

Così avrai la spiegazione di un semplice evento a portata di mano, memorizzato senza problemi:

  • La Germania attacca la Polonia (1. per la questione di Danzica, 2. perché Hitler voleva espandere i confini della Germania nel suo “spazio vitale”, 3. perché firma il patto di non aggressione con la Russia).
  • La Francia dichiara guerra alla Germania (1. perché la Francia aveva un accordo di difesa della sovranità polacca, insieme all’Inghilterra, 2. perché Hitler aveva già ottenuto delle concessioni l’anno prima a Monaco e aveva detto che si sarebbe fermato lì).
  • La Germania attacca la Francia (1. perché Hitler vuole vendicarsi della sconfitta della Prima Guerra Mondiale, 2. perché la Francia aveva dichiarato guerra).

Una mappa mentale, concettuale, fatta a mano aiuta a memorizzare al massimo.

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5 commenti su “Perché è importante studiare la storia”

    • Le date servono a capire la sequenza degli eventi, le cause che li scatenano e come si producono nel tempo. Ma certo è importante più comprendere la dinamica degli eventi e cosa spinse gli individui a causarli.

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  1. E’ evidente che chi ha scritto il commento precedente non abbia mai aperto un libro di storia e, forse, di null’altro. La storia ci viene tramandata in una miriade di modi che sarebbe lungo elencare qui ma non è una leggenda che passa di “bocca in bocca.” E per capire quanto sia fondamentale conoscerla, basta citare l’esempio di Hitler che invadendo la Russia andò incontro ad un disastroso fallimento commettendo lo stesso errore che decimò le armate di Napoleone. Ma probabilmente, nella sua arroganza, anche il dittatore ottuso riteneva che la storia condizionasse le sue scelte in nome di un cervello (quale?) “libero e pulito”.

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  2. La storia ci devia..condiziona le nostre scelte in base a racconti e scritture tramandate nel tempo da persone e fatti che non esistono piu’.
    Tramandate di bocca in bocca per migliaia di anni, quando basta riportare una parola a dieci persone per essere in fine completamente diversa da come e’ partita, la storia al contrario di quanto si creda non ci permette di evolgerci, basa le nostre scelte su condizionamenti e non su cervelli puliti e liberi.

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